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ieri, oggi e domani

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19 nov 2011

(Verona 19 novembre) Convegno del Terzo Polo.“Viaggio nel Nord tradito”. Casini: «Basta polemiche sul passato». Fini abolisce i vitalizi: «Il ceto politico deve dare l'esempio».





Nel suo intervento il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini ha detto: «Abbiamo fatto un patto con il Paese e con noi stessi: mai più guardare al passato, mai più fare polemiche sul passato e rallentare la corsa per spiegare quello che non ha fatto il governo di centrodestra o prima quello di centrosinistra».


Da oggi nella politica tutto cambia: nel Pdl, nel terzo Polo e nel Pd «dove c'é una parte della sinistra che, non ce lo nascondiamo, è preoccupatissima, che si sente orfana di Berlusconi. Era tanto comodo additare un nemico anziché indicare una strada», ha detto il leader dell'Api, Francesco Rutelli alla manifestazione, sottolineando che ora «cambierà tutto per il Pd: dovrà scegliere e si vedrà se permarrà la tendenza verso massimalismo o verso le riforme».
Ma una scelta dovrà farla anche il Pdl: «cambia anche a causa dello sganciamento dalla Lega. Inoltre dovranno rispondere alla domanda: è iniziato il dopo-Berlusconi o è tutto come prima? Non è certo cosa da poco...». Il leader dell'Api ha poi concluso rivolgendosi al nuovo esecutivo: «Ci fidiamo del governo Monti: è una persona per bene. E ci fidiamo del governo Monti, fatto di persone per bene».

Fini: «Oggi apriamo una nuova fase».

Governo nuovo, aria nuova. Ma la parola d'ordine è sempre la stessa: risparmiare. Lo ha ricordato il leader di Futuro e libertà (Fli), Gianfranco Fini che ha aperto a Verona. «Non è la politica che costa, ma sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere», ha detto indicato anche le linee guida: «In questi 18 mesi, accanto alle riforme del governo, le Camere devono imporre interventi in modo da dimostrare che il ceto politico sa dare l'esempio». Così, tra qualche settimana, «la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari». A sostituirli dovrebbero arrivare, dalla prossima legislatura, nuove e diverse forme di previdenza.


RIFORME EQUE PER TUTTI. L'obiettivo, ha ricordato Fini, è garantire la tenuta dell'esecutivo tecnico: «Si parte con la volontà di scalare una montagna ma dobbiamo creare una società attraverso quelle riforme che dovranno essere all'insegna dell'equità e che dovranno riguardare tutti a partire dai più fortunati». D'altronde, ha aggiunto il presidente della Camera:  «Questo è l'ultimo governo in grado di far uscire l'Italia dalla crisi. Se dovesse fallire, non fallisce solo il governo Monti, ma rischia di fallire l'Italia intera».


LA NUOVA LINEA. Quello di Verona sembra essere un Fini 'nuovo', che ha sepolto l'ascia di guerra: «Se vogliamo uscire dalla travagliata storia che abbiamo alle spalle», ha affermato, «dobbiamo dire basta alle alleanze costruite solo per battere un avversario. I giorni che ci aspettano, sono la cartina al tornasole di questo livello di responsabilità».

Il leader di Fli: «Indispensabile aiutare le giovani generazioni».
Per quanto riguarda il tema delle riforme, il leader di Fli ha puntato il dito su quella delle pensioni: «Facciamola», ha tuonato, «e diciamo ai padri 'lavora qualche anno in piu'' per garantire ai figli di poter lavorare a loro volta». E per fare tutto ciò «dobbiamo raggruppare quei ragazzi che sanno fare, che magari lavorano sin da giovanissimi e aiutarli con qualche finanziamento. Ma cerchiamo ciò che unisce nell'interesse unico e supremo dei nostri ragazzi». È con questo spirito «che apriamo una nuova fase politica per una nuova Italia».
 L'ex An ha poi lanciato una stoccata al Carroccio: «Tutti abbiamo il dovere di ricordare che l'Italia deve salvarsi tutta assieme. Serve una coesione che consenta a grandi e piccoli di marciare assieme. Non si può immaginare che il Nord si defili da solo».


IL TEMPO CI HA DATO RAGIONE. Insomma, in Italia sembra respirarsi un'aria nuova. «Prendiamo atto che il tempo prima o poi è sempre galantuomo» ha ribadito Fini. «Quello che è accaduto nei mesi scorsi è la dimostrazione che l'Italia era entrata non solo in una fase di turbolenza, ma che era accaduto in ragione di scelte compiute in buona fede ma che avevano determinato un conflitto che rischiava di far precipitare il Paese in un baratro». Il tempo ha dato quindi «ragione a chi come noi ha capito che c'era la necessità di un bipolarismo autenticamente europeo».


NON RINNEGHIAMO LA STORIA. Infine, secondo il presidente della Camera, «in molti casi i cittadini si sono allontanati dalla politica perché non hanno trovato risposte». Ma, ha aggiunto, «non è tra noi chi rinnega la propria storia: le etichette non sono come la coperta di Linus che serve per ripararsi da qualsiasi cosa. Devono essere superati da nuovi valori e ideali perché la società è cambiata ed è mutato lo scenario internazionale e perché siamo chiamati a dimostrare che la politica è ancora capace di progettare la società. È una grande sfida».

TOSI: NON VENGA REINTRODOTTA L'ICI.  A salire sul palco della convention è stato anche il leghista Flavio Tosi: «C'é chi si è chiesto se fosse opportuno che il sindaco di Verona venisse a portarvi il proprio saluto. Non ci vedo nulla di strano», ha osservato il primo cittadino scaligero salutando i circa 3.500 partecipanti al convegno. 
«Senza polemiche posso fare un appello coerente con quello che ho sempre detto», ha affermato Tosi, «il Nord si aspetta che si continui il processo del federalismo fiscale. Ora siete forza di governo continuate su questa strada perche il Paese lo chiede».
 Tosi, rivolgendosi quindi ai leader del Terzo Polo Fini, Casini e Rutelli, presenti in prima fila, ha avanzato un appello: «Chiedo che non venga reintrodotta l'Ici», ha detto, «che verrebbe a pesare anche sui ceti medi e bassi. Sono favorevole invece a tassare i grandi patrimoni», ha proseguito tra gli applausi scroscianti, «e rinnovo la richiesta di trattare gli enti locali con equità, con tributi distribuiti con spirito federalista».

CASINI E LA POLITICA DEI DUE FORNI. Sul feeling tra Casini e Tosi non mancano però i commenti: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Il Casini di oggi a Verona si mostra com'é sempre stato. Non nasconde la politica dei due forni che è sempre stata la sua caratteristica. Dove c'é un forno che fuma, lui si infila. E così, nonostante la sua nota refrattarietà nei confronti della Lega, oggi a Verona, dove la Lega governa, lui pensa bene di mettersi in ginocchio di fronte ad essa, appoggiando addirittura il sindaco Tosi», così Antonio Borghesi, vicepresidente dei deputati dell'Italia dei Valori, che è anche candidato alle primarie del centrosinistra per il Comune di Verona ha commentato l'intervento del leader dell'Udc, «È evidente che Casini insegue solo poltrone affidandosi a logiche di convenienza. Francamente dubito che i veronesi e gli italiani in genere possano ancora farsi incantare da lui».