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ieri, oggi e domani

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23 nov 2011

Monti: “Ora le riforme, sintonia con richieste Ue”.





Monti: “Saremo più incisivi. C'è consenso”. Barroso: “Per lui sfida immensa, ma ha l'autorità”.

Prima tappa in Europa per il premier Mario Monti, che incassa la fiducia delle autorità comunitarie e dà il via al rilancio dell'Italia nel teatro internazionale. Ma gli attestati di stima di 'ex colleghi', ora massime guide della Ue, non riservano nessuno sconto per L'Italia: il rigido monitoraggio di conti pubblici e riforme resta, e anzi si intensifica, con la visita a Roma venerdì del commissario agli Affari economici Olli Rehn in vista del primo rapporto sul nostro paese che Bruxelles pubblicherà martedì prossimo.

Monti saluta, e ringrazia anche per la sorveglianza europea: che ritiene un'opportunità da cogliere e non un vincolo. "Monti ha l'autorità per guidare l'Italia attraverso questo momento difficile con un senso di urgenza e di prospettiva", ha detto Barroso ricevendolo: il primo ad incontrarlo nella sede della Commissione europea, che per il professore è stata casa per otto anni. Il presidente dell'eurogoverno ha ribadito la piena fiducia nell'azione del nuovo Esecutivo di Roma giudicando l'Italia "determinata a superare e a vincere la sfida della crisi".

Certo, non sarà così semplice, perché le "sfide sono immense", come dimostrano le ultime previsioni economiche che danno la crescita italiana al palo per il prossimo anno. Per questo Bruxelles non può permettersi di abbandonare Roma, nemmeno ora che il governo è guidato da quello che Barroso nominò suo esperto per il Mercato Unico nel 2010. "Gli occhi dell'Europa e di tutto il mondo sono puntati sull'Italia", ha detto ribadendo l'intenzione di Bruxelles di tenere sotto controllo il governo di Roma nell'applicazione delle riforme concordate e nell'adozione di quelle nuove.

Il monitoraggio della Ue, accolto con favore da Monti che non lo vede come un vincolo ma come uno strumento utile ad un Paese "in piena sintonia con le richieste Ue", venerdì vedrà una nuova tappa. Rehn volerà a Roma per incontrare le autorità in vista di martedì, giorno in cui presenterà all'Eurogruppo il primo rapporto sull'Italia e il suo cammino per uscire dalla crisi. Monti, colpito per la calorosa accoglienza, raramente accordata ad un premier, ha rassicurato Barroso con parole e concetti cari a Bruxelles. "Metteremo l'Europa al centro dell'attività mia e del governo e contribuiremo allo sviluppo armonioso dell'Unione europea", ha esordito, ricordando poi: "la Ue non ci dà vincoli ma indicazioni nel nostro interesse". E sul fronte degli sforzi dell' Italia verso il risanamento ha assicurato che gli impegni di finanza pubblica saranno rispettati e che, seppure il punto di partenza saranno gli impegni presi dal governo precedente, si andrà "più a fondo nelle riforme strutturali", perché "non c'é contraddizione tra rigore e crescita".

La vasta esperienza di Monti, che traspare anche dal lessico rigoroso utilizzato nelle sedi comunitarie, è stata apprezzata anche dal presidente Ue Herman Van Rompuy, che si è spinto a definire Monti "un patrimonio per la Ue", e la sua tempestiva visita "la dimostrazione della sua fede nel progetto europeo e nelle sue istituzioni". Ma nonostante i ripetuti apprezzamenti per il 'professore', il 'collega', l’amicò Mario Monti, e la fiducia piena nella sua azione, da Bruxelles si esclude ogni forma di sconto all'Italia: la congiuntura economica negativa, che ha ripercussioni sui conti di Eurolandia, e in particolare pesa sui Paesi con più difficoltà a rifinanzarsi, è stata evocata negli appuntamenti di oggi ma senza sortire effetto alcuno sulle scadenze che Bruxelles ha dato a Roma. (ANSA).