.

.

ieri, oggi e domani

ieri, oggi e domani
.

.

.


__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

16 nov 2011

E infine ecco il governo Monti. Merkel dà la sua approvazione.





Sciolta la riserva, Mario Monti ha presentato la lista dei suoi ministri, priva di uomini di partito. Diverse donne, tutti funzionari esperti, moderati, graditi al sistema euro-bancario.

Sedici ministri, un interim, quello del premier Monti all'Economia, un sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, che sarà nominato alla prima riunione del Consiglio dei ministri. Questi i numeri del governo Monti, che annovera solo tre donne, un sesto circa della 'squadrà, ma in dicasteri pesanti: Anna Maria Cancellieri all'Interno, Paola Severino alla Giustizia ed Elsa Fornero al Welfare. Cancellieri è stata commissario prefettizio a Bologna ed è stata nominata appena due mesi fa nello stesso incarico a Parma dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali. Severino, prima donna ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana è uno dei più noti avvocati penalisti. Fornero è vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza d'Intesa San Paolo e docente di economia politica all'università di Torino. La Farnesina sarà guidata da un diplomatico di lungo corso come Giulio Terzi Di Sant'Agata, fino ad oggi ambasciatore italiano a Washington; alla Difesa è andato l'ammiraglio Giampaolo Di Paola, capo di stato maggiore della Difesa dal 2004 al 2008. 'Doppio incaricò per l'ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera che guiderà i dicasteri dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Lorenzo Ornaghi, al quale il totoministri di questi giorni aveva 'assegnatò l'Istruzione, è invece stato chiamato a guidare il ministero dei Beni culturali, mentre il dicastero che fino ad oggi era stato di Mariastella Gelmini è stato affidato al presidente del Cnr Francesco Profumo. 

Nella lista di  Monti non figurano più i due ministeri che erano stati fortemente voluti dalla Lega, quello delle Riforme per l'attuazione del federalismo e quello della Semplificazione normativa. I dicasteri, guidati rispettivamente da Umberto Bossi e Roberto Calderoli, sono durati giusto i tre anni dell'esperienza del Berlusconi quater. 

Pronta la reazione del Carroccio che per bocca dell'ex ministro Calderoli sostiene che «il Nord non potrà accettare questo ennesimo schiaffo».

Lega a parte, tuttavia, il governo presentato da Monti ha riscosso il consenso generale, più di qualsiasi altro dal 1946 in poi. Tutti d'accordo nel dargli credito, sia i partiti che i leader regionali, dalla Polverini ("la squadra più autorevole per uscire dalla crisi") a Pisapia ("le persone giuste al momento giusto").