.

.

ieri, oggi e domani

ieri, oggi e domani
.

.

.


__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

26 nov 2011

Giovani, salario vintage. Bankitalia: «Stipendi d'entrata fermi ad alcuni decenni fa».





I nuovi poveri d'Italia sono i giovani. La conferma è arrivata dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, che ha fatto notare come le tasche dei 25enni siano sempre più vuote.

Al congresso dell'associazione magistrati minorili, Visco ha spiegato che i giovani «che si affacciano oggi sul mercato del lavoro sembrano esclusi dai benefici della crescita del reddito occorsa negli ultimi decenni». Infatti, ha sottolineato, «i salari di ingresso nel mercato del lavoro sono oggi in termini reali su livelli pari a quelli di alcuni decenni fa».
Inoltre, ha spiegato Visco, gli interventi adottati d'estate «miglioravano i conti ma non erano sufficienti» per la crescita e «per un riequilibrio strutturale e duraturo» dei conti pubblici.
E questo anche per gli ultimi sviluppi della crisi del debito sovrano. «L'acuita tensione sui mercati finanziari negli ultimi mesi ha reso precario l'equilibrio» del debito pubblico italiano assicurato da bassi tassi di interesse e da interventi per riequilibrare le finanze che consentivano di «sostenere l'onere di un elevato stock di debito». Del problema ha parlato anche il supercommissario Ue per l'euro, Olli Rehn, in visita a Roma.


SERVE INTEGRAZIONE PER I FIGLI DI STRANIERI.
Secondo Visco, l'assenza di «meccanismi efficaci di integrazione» per gli studenti figli di cittadini stranieri in Italia rischia di penalizzare ulteriormente «la dotazione di capitale umano del nostro Paese», già su bassi livelli, visto che questi saranno una parte sempre maggiore della popolazione studentesca. «Già alla fine della scuola primaria circa un terzo di loro, contro il 2% degli italiani, è in ritardo rispetto al corso di studi». Vi è poi «un effetto culturale che discende dalle maggiori e migliori opportunità di socializzazione di chi frequenta la scuola».


PIÙ CAPITALE UMANO PER L'ITALIA.
Il governatore è poi tornato a esortare «l'innalzamento del potenziale di crescita che richiede interventi ad ampio spettro. Tra questi, una riforma degli istituti di governo dell'economia per stimolare l'attività d'impresa e l'inserimento durevole nel mondo del lavoro, soprattutto delle donne e dei giovani».
Le aree di intervento sono «i settori dei servizi protetti, un più ampio accesso al capitale di rischio, soprattutto per le imprese innovative; una regolamentazione del mercato del lavoro e un sistema di protezione sociale che, agendo congiuntamente, favoriscano la riallocazione delle risorse umane verso gli impieghi più produttivi; una giustizia civile più efficiente».


L'ITALIA HA GRANDI POTENZIALITÀ.
A questi si aggiunge, ha ribadito, «l'aumento della dotazione di capitale umano del nostro Paese». La crisi in Europa «va affrontata con determinazione» per Visco, secondo cui «l'Italia ha grandi potenzialità e può contribuire con interventi sul piano sia congiunturale che strutturale».