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ieri, oggi e domani

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9 nov 2011

L'economia promuove Monti. Perché è lui l'uomo giusto per il governo tecnico.





Punti di forza molti, punti di debolezza pochi, se si fa eccezione per il suo profilo da economista puro che potrebbe cozzare con le divisioni e la frammentarietà che caratterizzano la vita politica italiana.


Mario Monti è «un uomo convinto che a vincere debbano essere i migliori», come ha suggerito l'economista Giacomo Vaciago, e questo non può che far bene all'Italia, soprattutto in tempi di crisi come quella che l'Europa sta attraversando.


PUNTARE SULLA CONCORRENZA. «Monti è un fautore della concorrenza», ha spiegato Vaciago, «e il nostro è un Paese che ha bisogno di un’alluvione di concorrenza: è necessario che ci siano poche leggi, ma che vengano fatte rispettare». Per l'economista, già consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri e consigliere economico di Citibank, è difficile trovare i punti di debolezza di Monti, indicato da molti come il principale candidato alla guida di un eventuale governo tecnico, dopo l'annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi: «È nato a Varese ed è presidente della Bocconi: si tratta di meriti in questo particolare momento storico?».

Cazzola punta sul prestigio internazionale dell'economista
Monti non piace solo a Vaciago. La promozione è arrivata anche da Giuliano Cazzola, giurista e parlamentare del Popolo della libertà, che aveva auspicato un passo indietro da parte del Cavaliere.
«Monti ha un grandissimo prestigio internazionale, ha maturato competenze in Europa come commissario europeo e questo non può che far bene all’Italia», ha detto il deputato del Pdl.


LONTANO DALLA POLITICA. I problemi potrebbero però arrivare dalla storia personale del presidente dell'Università Bocconi: Monti ha un passato di «sostanziale estraneità alla politica» e per Cazzola un premier deve sapersi «muovere in un campo molto complesso». «Oggi il quadro politico è estremamente difficile da ricomporre per chiunque», ha spiegato il deputato, «e Monti non è uno disposto ad andare allo sbaraglio».

Eurobond utili per finanziare le infrastrutture
Anche Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, non ha nascosto che il nome di Monti è difficile da contestare: «I suoi trascorsi europei lo hanno portato ad approfondire aspetti, come la questione dei debiti pubblici, cruciali per questa fase. Si è occupato anche di rilancio della crescita, soprattutto nel settore dei servizi ed è un fautore degli Eurobond, come strumento per finanziare le infrastrutture».


COALIZIONE IN LOTTA E OSTACOLI ESTERNI. Tra i punti di debolezza, il contesto in cui l'economista è chiamato a lavorare: «Il quadro politico è caratterizzato da un’estrema litigiosità, pure all’interno delle coalizioni». Uno scenario che per Fortis sarebbe difficile da decifrare anche per «Superman». E tra chi ha fallito, il vicepresidente della Fondazione Edison ha ricordato Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa, «altri due grandi economisti che hanno affrontato di petto la questione del debito, così come le priorità per la crescita, ma poi hanno dovuto mollare per gli ostacoli esterni».