Punti di forza molti, punti di debolezza pochi, se si fa eccezione per il suo profilo da economista puro che potrebbe cozzare con le divisioni e la frammentarietà che caratterizzano la vita politica italiana.
Mario Monti è «un uomo convinto che a vincere debbano essere i migliori», come ha suggerito l'economista Giacomo Vaciago, e questo non può che far bene all'Italia, soprattutto in tempi di crisi come quella che l'Europa sta attraversando.
PUNTARE SULLA CONCORRENZA. «Monti è un fautore della concorrenza», ha spiegato Vaciago, «e il nostro è un Paese che ha bisogno di un’alluvione di concorrenza: è necessario che ci siano poche leggi, ma che vengano fatte rispettare». Per l'economista, già consigliere della presidenza del Consiglio dei ministri e consigliere economico di Citibank, è difficile trovare i punti di debolezza di Monti, indicato da molti come il principale candidato alla guida di un eventuale governo tecnico, dopo l'annuncio delle dimissioni di Silvio Berlusconi: «È nato a Varese ed è presidente della Bocconi: si tratta di meriti in questo particolare momento storico?».
Cazzola punta sul prestigio internazionale dell'economista
Monti non piace solo a Vaciago. La promozione è arrivata anche da Giuliano Cazzola, giurista e parlamentare del Popolo della libertà, che aveva auspicato un passo indietro da parte del Cavaliere.
«Monti ha un grandissimo prestigio internazionale, ha maturato competenze in Europa come commissario europeo e questo non può che far bene all’Italia», ha detto il deputato del Pdl.
LONTANO DALLA POLITICA. I problemi potrebbero però arrivare dalla storia personale del presidente dell'Università Bocconi: Monti ha un passato di «sostanziale estraneità alla politica» e per Cazzola un premier deve sapersi «muovere in un campo molto complesso». «Oggi il quadro politico è estremamente difficile da ricomporre per chiunque», ha spiegato il deputato, «e Monti non è uno disposto ad andare allo sbaraglio».
Eurobond utili per finanziare le infrastrutture
Anche Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, non ha nascosto che il nome di Monti è difficile da contestare: «I suoi trascorsi europei lo hanno portato ad approfondire aspetti, come la questione dei debiti pubblici, cruciali per questa fase. Si è occupato anche di rilancio della crescita, soprattutto nel settore dei servizi ed è un fautore degli Eurobond, come strumento per finanziare le infrastrutture».
COALIZIONE IN LOTTA E OSTACOLI ESTERNI. Tra i punti di debolezza, il contesto in cui l'economista è chiamato a lavorare: «Il quadro politico è caratterizzato da un’estrema litigiosità, pure all’interno delle coalizioni». Uno scenario che per Fortis sarebbe difficile da decifrare anche per «Superman». E tra chi ha fallito, il vicepresidente della Fondazione Edison ha ricordato Romano Prodi e Tommaso Padoa-Schioppa, «altri due grandi economisti che hanno affrontato di petto la questione del debito, così come le priorità per la crescita, ma poi hanno dovuto mollare per gli ostacoli esterni».
