Così Merkel e Sarkozy a Strasburgo. Missione Rehn a Roma: “Per paese sfide formidabili”.
"Monti ha sottolineato che l'Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale, mentre l'impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi con misure di impulso alla crescita". Lo si legge nel comunicato del Consiglio dei ministri.
Da Sarkozy e Merkel "piena fiducia" nel presidente Monti e nel suo Governo e sostegno all'Italia "consapevoli che un nostro crollo porterebbe inevitabilmente alla fine dell'euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili".
Mario Monti ha riconfermato a Merkel e Sarkozy "l'impegno a raggiungere gli obiettivi stabiliti in sede europea (ed in particolare il pareggio di bilancio nel '13)'' identificando con chiarezza riforme strutturali 'eque ma incisive' da perseguire con il consenso delle parti sociali.
Il premier Monti ha illustrato "il programma di riforme strutturali 'equo ma incisivo' da perseguire con il consenso delle parti sociali" sulla base "del suo discorso al Senato del 17 novembre scorso".
Nell'incontro tra Monti, Merkel e Sarkozy si è espressa "la convinzione dell'impegno, da parte del terzo Paese più importante nella Ue, nello sforzo comune volto a trovare soluzioni alla grave crisi finanziaria ed economica della zona euro".
REHN:
“ITALIA DAVANTI SFIDE FORMIDABILI”.
È "urgente e necessario produrre risultati senza ritardi" nell'affrontare la crisi nell'area euro. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per gli Affari economici, Olli Rehn, nel corso di un'audizione alla Camera.
"L'Italia ha davanti sfide formidabili, anche per le debolezze antiche. Oltre al consolidamento di bilancio, sono necessarie ambiziose misure per rilanciare la crescita, garantendo l'equità sociale". Lo ha detto Olli Rehn aggiungendo che sono risultati "raggiungibili".
"Il contagio" della crisi dei debiti sovrani si sta diffondendo "dai paesi periferici" a quelli centrali, 'core', dell'Unione europea.
La costante ripresa economica che avevamo visto fino al 2009 è ora in una fase di stallo". Il vicepresidente della Commissione europea e responsabile per gli Affari economici ha aggiunto inoltre che "non sono previsti miglioramenti nel mercato del lavoro".
La crisi sta avendo in Europa un forte impatto sociale e "preoccupa soprattutto la disoccupazione giovanile così elevata, uno spreco enorme di talenti che l'Europa non può permettersi".
"L'Italia è uno dei Paesi maggiormente impegnati a sostenere il metodo comunitario, siamo dello stesso avviso: l'Europa va costruita sulla base del metodo comunitario,non possiamo fare affidamento esclusivo ai direttori a due o più Paesi". Ha detto il vicepresidente della Commissione Ue.
