Quando Michela Vittoria Brambilla non si occupa dei suoi amati animali o, si presume, delle sue aziende, combina disastri economici a sei zeri.
L'ultima fatica dell'ormai ex-ministro è stato il lancio in pompa magna di un giornale del turismo online che, secondo indiscrezioni, dovrebbe costare 4,5 milioni di euro. L’inaugurazione vera e propria non c'è ancora stata, ma già si parla di un budget enorme.
L’eredità del governo Berlusconi è fatta anche di questi progetti lasciati a metà che gravano sulle casse dello Stato. Piero Gnudi, nuovo titolare al Turismo, si trova quindi a dover affrontare anche questa grana. Sul tavolo del neoministro c’è anche il dossier sull'Enit, l'agenzia nazionale del turismo. Commissariata nel luglio del 2009, dallo scorso settembre ha un nuovo consiglio di amministrazione che, però, non è mai stato convocato.
Nel 2010 il budget ministeriale lievitato a 15 milioni.
Ma sono le spese il punto debolissimo dell'ex ministro pidiellino. Nel 2010 Brambilla aveva registrato un record negativo, tuttora imbattuto.
Era riuscita a spendere per il turismo circa 24 volte il suo budget, passando da 600 mila a 15 milioni di euro. E per fortuna che era ministro senza portafoglio. Come dimenticare poi il criticatissimo portale Magic Italy, costato la bellezza di 10 milioni di euro.
IL TOUR DI MAGIC ITALY.
Da quel progetto, già costosissimo, sono fioriti altri costi. Spese che non sono sfuggite a sette parlamentari del Pd che l’hanno accusata insieme con l’ex titolare dell’Agricoltura, Saverio Romano, di aver sprecato 3,3 milioni di euro in Magic Italy in Tour, un’iniziativa nata per promuovere turismo e gastronomia affidata alla società appaltatrice meno conveniente. Così, per sei mesi, da marzo 2010 a settembre 2011, un tir ha attraversato l’Europa per promuovere il turismo e i prodotti enogastronomici italiani con scarsi risultati e consistente spesa.
Il fallimento televisivo e quello del partito.
Indimenticabile anche la Tv della Libertà, altra creatura marchiata Brambilla, che ha chiuso con 19 milioni di perdite in soli quattro anni di vita.
La tivù creata apposta per la rossa pasionaria, quando sembrava che l’unica via di salvezza per Berlusconi fosse sostenere i suoi Circoli della libertà, è nata nel 2007 per chiudere dopo 12 mesi di attività.
BILANCI DISASTRATI.
I suoi bilanci però hanno continuato a registrare il segno negativo. La società editrice era passata sotto il controllo diretto del movimento politico Forza Italia, ma la situazione non è migliorata. Del resto i debiti si erano accumulati nel tempo. Tra il 2007 e il 2008 erano già 15 i milioni di euro di buco.
Ha avuto un destino simile anche l’arma politica presentata in grancassa giusto un anno fa: 'Pdl, al servizio degli italiani'. L’idea era quella di sostenere i cittadini. Ma l’investimento economico, così come i risultati del progetto, non sono mai stati rivelati.


