Francesco Profumo
Nel giro di poco tempo sono cambiate tante persone e situazioni. Abbiamo un nuovo ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, che sicuramente conosce il mondo dell’università e della ricerca; la riforma è stata attuata ormai in tutti gli ordini di scuola e sembra che Mrs G., poco prima di lasciare il ministero, abbia elargito generose sovvenzioni a diversi istituti paritari, a conclusione di una gestione chiaramente favorevole all’istruzione privata ed estremamente penalizzante per la scuola statale di ogni ordine e grado.
PIÙ RISORSE AGLI ISTITUTI PRIVATI.
Sono state sottratte risorse alla scuole pubbliche per finanziare l’istruzione privata, con lo scopo evidente di privatizzare e rendere un lucroso affare ciò che in teoria sarebbe un diritto fondamentale per tutti. Se è vero che le famiglie hanno il diritto di scegliere il tipo di scuola per i propri figli, è anche vero che non era necessario dirottare somme così ingenti verso i privati. Per le famiglie meno abbienti si sarebbe potuto introdurre un meccanismo di sgravio fiscale, mentre i più ricchi avrebbero potuto tranquillamente pagare la retta prevista.
Uno dei tanti paletti introdotti da Mr B. prevede che la riforma non sia modificata, ma spero che il nuovo ministro abbia la possibilità di riesaminare quanto fatto precedentemente. Alcuni studenti hanno protestato subito dopo la nomina di Profumo, perché considerato favorevole alla riforma: credo però che sia necessario attendere e vedere che cosa sia possibile fare.
Regime di austerity con il nuovo premier Monti.
Intanto, il nuovo presidente del consiglio Mario Monti tiene a bada i parlamentari con l’ironia sottile tipica di chi è abituato a insegnare, cercando di sdrammatizzare i conflitti con una battuta non volgare, come quelle a cui eravamo abituati, e nello stesso tempo di far capire a chi di dovere che non è il caso di scherzare con il fuoco.
Il suo discorso di insediamento mi è piaciuto in modo particolare quando ha richiamato ciascuno a prendersi le proprie responsabilità, perché non è proprio il momento giusto per delegare o dilazionare nel tempo. Quindi anche ognuno di noi, nei limiti del possibile, dovrebbe sentirsi responsabile, non nel senso di Scilipoti & Company.
La controparte, cioè il trenino Ffss (con Giuliano Ferrara come locomotiva e i vagoncini Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti e Daniela Santanchè) ha tuonato contro la mancanza di democrazia e il 'commissariamento europeo', dimenticando che anche la democrazia ha delle regole e che essere democratici non significa fare tutto ciò che si vuole a seconda del momento.
MR B. ARROGANTE CON L'UE.
Il governo precedente non aveva le idee molto chiare sulla moneta unica e sul fatto di essere uno stato membro dell’Unione europea, salvo poi esigere aiuti e fondi in caso di necessità con toni piuttosto arroganti.
Il parlamento europeo è stato considerato più che altro un efficace luogo di collocamento per parenti e amici che al momento non potevano trovare impiego in Italia. Posso capire l’irritazione di Frau Merkel di fronte a questo atteggiamento irrazionale (anche per tanti altri motivi).
BERLINO HA AFFRONTATO SUBITO LA CRISI.
I tedeschi possono risultare antipatici con il loro atteggiamento da primi della classe, ma credo di comprendere, da italiana e come insegnante di tedesco, le ragioni del loro comportamento: la Germania ha capito subito che la crisi economica mondiale non era solo un problema psicologico e ha cercato di affrontarla con misure immediate che comportavano anche dei sacrifici.
Noi, le cicale, abbiamo continuato a cantare allegramente, contando sul fatto che qualcuno avrebbe dovuto farsi carico del problema per non crollare insieme con noi. Non dimentichiamo anche che la Germania, dopo la caduta del Muro di Berlino, ha sostenuto spese notevoli per una riunificazione che non era solo politica e monetaria, riuscendo a portare la Germania Est al livello dell’Ovest più avanzato, pur con qualche mugugno da parte dei cittadini costretti a pagare tasse più elevate da una parte e altri che perdevano le garanzie offerte dal regime della Ddr dall’altra.
Anche a scuola capita di valutare diversamente alunni che, pur avendo molte lacune, si impegnano e cercano di superarle e altri che potrebbero avere un buon rendimento, ma si adagiano e non fanno niente per recuperare.
