Durissimo attacco alle parole di Napolitano sugli immigrati che hanno figli in Italia, Salvini: autentica assurdità.
La Lega Nord contro il richiamo del presidente della Repubblica per concedere la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia. Un diritto oggi negato, che lo stesso Napolitano ha definito una "autentica follia, un'assurdità".
Il più esplicito contro il presidente è Matteo Salvini: "Il capo dello Stato ormai sta esagerando con le sue forzature - ha detto - evidentemente lui e Monti hanno priorità diverse rispetto al Paese. Non mi sembra una priorità per i lavoratori del Nord né dare i soldi a Roma capitale, né la cittadinanza ai figli". Napolitano e Monti "vivono su un altro pianeta, non conoscono i problemi degli italiani", ha aggiunto Salvini.
Duro con Napolitano anche l'europarlamentare Mario Borghezio: "Penso malissimo delle parole del capo dello Stato sulla cittadinanza. Il presidente della Repubblica non deve permettersi di stravolgere il nostro diritto".
Per Davide Boni, presidente del Consiglio Regionale lombardo, la cittadinanza ai minori figli di immigrati è "l'ultimo problema di cui ha bisogno questo Paese in questo momento, perché rischiamo di avere una serie di persone che vengono in Italia per dare i natali ai propri figli". Per Boni, "il punto vero è incentivare gli italiani che sono nati in Italia ad avere più figli con politiche più dedicate alla popolazione autoctona. Stimo tantissimo il presidente della Repubblica, ma su questa cosa non la condivido, Soprattutto dopo quello che è successo col governo faccio sempre più fatica a condividere". E chiosa con una battuta: "Dopo aver fatto il governo senza eletti, adesso fa gli elettori".
Anche Stefano Stefani, deputato leghista e presidente della Commissione Affari esteri di Montecitorio e il deputato Gianluca Buonanno hanno già criticato il capo dello Stato, osservando che la questione "non è la priorità".
Rimasta senza poltrone di governo la Lega Nord è arrivata al punto di non ritorno. Il berlusconismo li aveva mantenuti e assicurato ai loro esponenti vitto e abbuffate romane ma sono stati travolti dalla storia.
Dopo la chiusura dello sgabuzzino nella villa di Monza, rimasta senza Ministri e Ministeri, tentano di rifugiarsi in Veneto, in una villa Vicentina, riesumando un Parlamento padano ma sembra non se ne faccia nulla, non sono più ospiti graditi in Villa.
Le costanti rabbiose esternazioni degli esponenti leghisti vengono considerate in Europa alla stregua di elucubrazioni latrinose del pensiero umano.
