Macchine incendiate, vetrine spaccate, un supermarket incendiato e bombe carta lanciate contro la vecchia sede dell'Agenzia delle entrate, la Manpower e il ministero della Difesa.
Questo il bilancio degli scontri avvenuti durante la manifestazione degli indignati del 15 ottobre a Roma da parte dei black-bloc.
Questo il bilancio degli scontri avvenuti durante la manifestazione degli indignati del 15 ottobre a Roma da parte dei black-bloc.
Subito dopo la partenza del corteo, un gruppo di dimostranti violenti, completamente vestiti di nero, ha divelto un palo della segnaletica stradale e dato fuoco a un Suv e a una Mercedes della zona. Un piccolo drappello di facinorosi, una 40na di persone, si è dato alla fuga e il corteo di indignati pacifici si è ricomposto, mentre dai bordi della strada si alzavano alcune colonne di fumo.
Ma per tutta la durata della manifestazione sono riesplosi i disordini, dalla centralissima via Cavour a piazza San Giovanni, con scene di vera e propria guerriglia urbana. E le forze dell'ordine hanno iniziato le cariche contro i manifestanti.
VIA ALLA MANIFESTAZIONE
I manifestanti provenienti da tutta Italia sono partiti alle 14 da piazza della Repubblica a Roma, dove hanno iniziato ad accamparsi fin dall'alba per partecipare alla giornata mondiale degli indignati dell'United for Global Change, scesi in strada in 1.000 città. Gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma hanno iniziato a sfilare con qualche minuto d'anticipo, per unirsi poi al grande corteo della Capitale. Al momento del via, la piazza era stracolma di dimostranti.
I manifestanti provenienti da tutta Italia sono partiti alle 14 da piazza della Repubblica a Roma, dove hanno iniziato ad accamparsi fin dall'alba per partecipare alla giornata mondiale degli indignati dell'United for Global Change, scesi in strada in 1.000 città. Gli studenti dell'Università La Sapienza di Roma hanno iniziato a sfilare con qualche minuto d'anticipo, per unirsi poi al grande corteo della Capitale. Al momento del via, la piazza era stracolma di dimostranti.
Gli organizzatori hanno stimato la presenza di circa 300mila persone. Tantissimi giovani, ma anche molte famiglie preoccupate per il futuro dei figli precari.
Ma questa democratica manifestazione è stata trasformata in ben altro di quello che voleva essere a causa di soggetti pericolosi che andavano individuati per tempo.
Rimane un problema urgente da risolvere da parte del ministro Maroni: da che parte stanno questi incappucciati trasformati in black-bloc?
