| Sono 100mila i pensionati e le pensionate della CGIL giunti da tutte le regioni di Italia, dal Nord al Sud ed anche dalla Liguria, terra colpita dalla devastante alluvione dei giorni scorsi, insieme a lavoratori, precari, giovani e immigrati, scesi oggi in Piazza del Popolo a Roma. Una piazza che si è tinta ancora una volta di rosso, dopo la manifestazione nazionale del lavoro pubblico lo scorso 8 ottobre e lo sciopero della FIOM CGIL di tutto il gruppo FIAT e Fincantieri, la scorsa settimana. Questo è il segno che la mobilitazione della CGIL contro le politiche di tagli del Governo e la mancanza di prospettive di sviluppo per il nostro Paese, non si ferma, ma partita con lo sciopero generale del 6 settembre, proseguirà il 3 dicembre con una grande manifestazione nazionale. Tante bandiere, tanti fischietti e tanti slogan hanno riempito l'assolata piazza romana dalla quale è stato lanciato un unico grido: 'Nessun dorma' e faccia sentire la propria voce per rivendicare 'più equità, più giustizia e più diritti', contro un governo che incentiva il precariato e abbassa le tutele. Moltissimi i giovani e le donne che si sono uniti alla protesta dei pensionati della CGIL perchè, come loro, sono oggi tra i soggetti più colpiti dalle politiche di tagli lineari del Governo che hanno ulteriormente ridotto i redditi da pensione e colpito al cuore il sistema del welfare. Al tentativo dell'esecutivo di incentivare il conflitto tra generazioni, contrapponendo i giovani e gli anziani, i padri e i figli, lo SPI CGIL ha risposto oggi con una piazza piena di uomini e di donne di tutte le generazioni che hanno chiesto con forza, determinazione e responsabilità un'Italia diversa e migliore. “Combattiamo per il futuro” è scritto sul palco montato in Piazza del Popolo, dal quale sono intervenuti: un rappresentante della seconda Lega SPI di Roma e Lazio, Rocco Gerace, il Presidente del sindacato europeo dei pensionati (FERPA), Robert Rake ed il giovane del coordinamento 'NON+ DISPOSTI A TUTTO', Luca De Zolt. A concludere la grande giornata di mobilitazione il Segretario Generale dello SPI CGIL, Carla Cantone e il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso che hanno espresso solidarietà alle popolazioni della Liguria gravemente colpite in questi giorni da un devastante alluvione, ma presenti con delegazioni in Piazza del Popolo. “Siamo stufi di subire, ma non siamo stanchi di lottare” così Carla Cantone ha aperto il suo intervento, ricordando come lo SPI CGIL, nei tre anni di proteste del sindacato sia sempre stato presente alle manifestazioni e al fianco di tutte le categorie. Per i giovani, ai quali è dedicata la manifestazione di oggi, la leader dello SPI CGIL ha detto “pretendiamo che i nostri figli e nipoti entrino ora, adesso, nel mercato del lavoro” perchè è necessario “un presente per avere un futuro”, ha insistito. Al forte grido di “vergogna, vergogna!” che si è levato dalla piazza, Cantone ha puntato il dito contro un Governo che “per gli anziani ha solamente carità”. Social card, ticket sanitari, cancellazione del fondo sanitario e per la non autosufficienza, tagli agli enti locali e al welfare locale con conseguente riduzione dei servizi assistenziali fondamentali e, l'accanimento contro le pensioni, sono i provvedimenti che mostrano la “faccia di bronzo del Governo” verso i pensionati che sono l'ultimo ammortizzatore sociale rimasto al Paese. “Abbiamo chiesto – ha proseguito Cantone - non super vitalizi, ma pensioni che siano dignitose. Vogliamo servizi, occupazione e una concreta competitività politica e industriale per avere sviluppo - ha proseguito la dirigente sindacale dello SPI CGIL -. Anche Confindustria dovrebbe chiederla invece di fare il tifo per l'aumento dell'età pensionabile e giustificare i licenziamenti facili”. Il vero problema, infatti, ha sottolineato Cantone “è la crescita e il lavoro, non le pensioni”, perchè ha spiegato “senza lavoro è a rischio lo stato sociale, che le stesse persone presenti in questa piazza hanno costruito con fatica”. Ma “per uscire dal buio occorrono risorse” ha insistito la leader dello SPI CGIL ricordando la contromanovra presentata dalla CGIL, che chiede ai ricchi di pagare di più e non ai più deboli, come sta facendo il Governo. Tassare le grandi rendite con la Patrimoniale e chiedere un contributo a chi guadagna più di 90mila euro; un piano straordinario per il lavoro che punti alla crescita e alla stabilità occupazionale; fermare la macchina dei licenziamenti; ridurre il vitalizio dei parlamentari e infine, la dura lotta all'evasione, all'illegalità e agli sprechi, sono queste le proposte della CGIL e dello SPI per far fronte alla crisi, ma per realizzarle ha concluso Cantone “occorre una politica ed un Governo diversi, c'è bisogno di aria pulita”. La protesta del popolo della CGIL, infatti, non si fermerà qui, come ha dichiarato dal palco il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso a conclusione della manifestazione nazionale: “bisogna mandare a casa gli accumulatori di macerie, gli incantatori di serpenti. Bisogna mandare a casa questo governo fatto di ministri che hanno in odio il lavoro”. Un governo, quindi, che come ha ricordato la leader della CGIL, ha fallito, ma che continua ad attaccare i diritti dei lavoratori: dall'accanimento all'articolo 18, al collegato lavoro, all'articolo 8 inserito nella manovra finanziaria ed ora con i 'licenziamenti facili', sui quali Camusso ha annunciato “la CGIL non parteciperà mai ad un tavolo sui licenziamenti” come il Ministro Sacconi ha auspicato. “Lo Statuto dei Lavoratori - ha avvertito Camusso - non si cancella nè con una lettera della BCE nè con provvedimenti di legge”. Il governo, ha aggiunto Camusso “ha diviso il sindacato”, ma di fronte alla gravità della situazione politica ed economica si rende necessaria l'unità sindacale. A CISL e UIL il Segretario Generale della CGIL lancia un appello “ritroviamoci a discutere e ricostruiamo le ragioni unitarie. Divisi si viene sempre penalizzati”. Sul tema pensioni Camusso, nel corso del suo intervento, ha ribadito: “non sono oggetto su cui fare cassa”. Per la dirigente sindacale il sistema pensionistico italiano è in “equilibrio. Ciò che non funziona è dover pagare le pensioni di dirigenti, di artigiani e di commercianti che pagano meno contributi e spesso anche meno tasse”. Nel concludere la leader della CGIL ha dato appuntamento il 3 dicembre in Piazza San Giovanni per una grande manifestazione nazionale sul lavoro, “ci rivedremo presto – ha detto Camusso – perché cambiare si può!”. |
