Nel Pdl gira un documento choc e anonimo: «Dimissioni».
A suon di letterine, che vanno e che vengono. Il tribolato momento di Silvio Berlusconi è certificato dall'ultima missiva al veleno recapitata dai suoi 'fedeli'. E così dopo il sì dell'Europa al Cavaliere, le acque restano agitate nella maggioranza.
Alcuni parlamentari del Popolo della libertà stanno lavorando ad una lettera-appello al premier, nella quale si chiede ancora a Silvio di fare un passo indietro e allargare la maggioranza, proprio per poter dar corso agli impegni assunti con l'Unione europea.
Gli «scontenti» del Pdl nella lettera appello - che inizia con un «Caro presidente Berlusconi» - hanno rinnovato ancora la fedeltà al premier, ne hanno sottolineato i «grandi meriti politici» e hanno chiesto di poter continuare a sostenerlo, ma avvertendo che senza un un cambio di passo non potranno più garantire il loro sostegno.
RILANCIARE L'AZIONE POLITICA. Per non finire «su un binario morto», hanno scritto, «è tempo di rilanciare l'azione politica, allargare la maggioranza parlamentare alle forze che tradizionalmente hanno fatto parte della nostra coalizione e dare una svolta all'azione di governo».
Dell'appello, che ancora non si sa quante firme avrà in calce, si è a lungo discusso nella riunione organizzata il 26 ottobre da una quindicina di senatori con Beppe Pisanu, ma anche nelle riunioni degli scajoliani e tra diversi altri esponenti del Pdl.
LE CRITICITÀ RILEVATE. «Ci sentiamo in dovere», si legge nella bozza del documento, «con la lealtà e la sincerità che ti abbiamo sempre dimostrato, di rappresentarti il nostro critico convincimento sulla situazione politica dell'attuale maggioranza parlamentare che sostiene il tuo Governo. Dobbiamo oggettivamente registrare che l'esiguità dei numeri, in particolare alla Camera, non consente a questo governo di poter affrontare neanche l'ordinario svolgimento dei lavori parlamentari, e tanto meno quindi, di dare quelle risposte, anche molto impegnative sul piano del consenso sociale, che la drammatica situazione economico finanziaria richiede», soprattutto dopo la lettera discussa a Bruxelles dal premier.
LA COALIZIONE NON VINCERÀ. La coalizione di maggioranza, è scritto ancora, «non ha alcuna realistica possibilità di vittoria nei prossimi appuntamenti elettorali».
«Da parte nostra», ha concluso la bozza della lettera, «la lealtà, il senso di disciplina e responsabilità che abbiamo finora dimostrato, sostenendo le iniziative del governo anche quando i provvedimenti non erano in sintonia con i nostri principi e i nostri programmi, non potrà da oggi essere più garantita in assenza di una forte discontinuità politica e di governo».
MA PISANU E SCAJOLIANI SI DISSOCIANO. «Non ho ideato, né dettato, né tanto meno sottoscritto la lettere di di cui si parla», ha detto Beppe Pisanu prendendo le distanze dalla lettera.
Stessa opera di smarcamento da parte degli scajoliani: «Di questa iniziativa non so nulla e nessuno mi ha informato. Non ho partecipato alla cena», ha affermato il senatore Franco Orsi, notoriamente vicino all'onorevole Scajola.
NAPOLI: «LA LETTERA È UNA PATACCA». Secondo il vice presidente dei deputati del Pdl, Osvaldo Napoli, «è strana questa lettera-appello indirizzata al premier Berlusconi non si sa bene da chi. Una lettera orfana, quindi con sottoscrittori anonimi. Una patacca confezionata da qualche altro gruppo politico?».
Maroni: «Berlusconi dice che non è vera»
«Ho parlato con Berlusconi e Alfano questa sera e mi hanno detto che non è vero», così il ministro dell' Interno, Roberto Maroni, al suo arrivo ad un incontro a Sesto San Giovanni (Milano) ha risposto alle domande dei cronisti che gli chiedevano un commento sulla lettera di alcuni esponenti del Pdl che chiederebbero al premier un passo indietro.
«A noi interessano le cose serie », ha proseguito, «e le cose serie sono ad esempio gli impegni che il governo ha preso con l'Europa».
PER BRUNETTA E' IRRILEVANTE. Il ministro Renato Brunetta ospite a Otto e Mezzo ha detto: «Non leggo lettere anonime». Poi ha aggiunto che una missiva «non firmata e senza data» non sembra «politicamente rilevante».
MEGLIO DUE PASSI AVANTI. «Passo indietro di Berlusconi? No, due passi avanti». Lo sostiene sul quotidiano on-line L'Occidentale, il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio, che prende di mira «quanti insistono nella bersanesca richiesta al premier di fare un passo indietro' per favorire l'allargamento della maggioranza».
Il malessere contagia anche le quarantenni del partito
Intanto Laura Ravetto e Nunzia De Girolamo, componenti del direttivo nazionale del Pdl, hanno scritto al segretario Angelino Alfano: «Leggiamo da odierni 'retroscena' giornalistici di fantomatiche riunioni dei cosiddetti 'quarantenni' del Pdl con il al fine di 'ricostruire il partito'».
Scontente per questo le due deputate hanno aggiunto: «Siamo certe che il nostro segretario vorrà smentire simili ricostruzioni che rischierebbero di condurci alla pessima simulazione del 'correntificio' giovanile del Pd, dove i giovani si dividono e non uniscono».
PDL, LUOGO DI DISCUSSIONE. «Noi crediamo che i giovani del Pdl debbano trovare luoghi di discussione comuni e non esercitarsi», hanno concluso le due parlamentari, «nella formazione di gruppi e gruppetti e contiamo su Alfano per perseguire questo obiettivo».
