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ieri, oggi e domani

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29 ott 2011

Il giuramento di ipocrite.





“E’ da ipocriti continuare a far giurare i nostri legislatori di essere fedeli alla Repubblica e alla Costituzione, e’ un po’ come far giurare ad un ateo sulla Bibbia o peggio Belusconi sul codice penale”.

Il dunque! Errato far giurare qualcuno su qualcosa la quale ne ha l’ eslusivo  monopolio: la Costituzione! Nel 1988 i nostri legislatori decisero che non era giusto che solo il primo ministro e la sua ciurma doveva prestare giurameno davanti al Capo dello Stato di essere fedele alla Repubblica e alla Costituzione, ma spettava anche a tutto il potere legislativo (i parlamentari). 

Subito dopo un anno per la troppa fedeltà i nostri legislatori si passarono una legge (il primo lodo ad esecutirum) sul conflitto d’ attribuzione e sulla responsabilita’ civile dei giudici, ossia che in casi di reati commessi dal primo ministro e la sua ciurma, questi non potevano essere giudicati da un giudice ordinario, bensì da un tribunale dei ministri, previa autorizzazione a procedere dalla maggioranza di governo (campa cavallo), nel caso di errori giudiziari ( ma non dei politici) il cittadino poteva (e può), chiedere un risarcimento allo Stato tramite la presidenza del consiglio (e campa un altro cavallo)...

Non contenti, in un ventennio si sono inventati, prima il mattarellum, poi il tremagliun ed infine il porcellum, tutto nel nome della Costituzione e il popolo sovrano, nel frattempo, come il Creatore, videro che era buono e sino adesso si sono fatti leggi e leggine a proprio uso e consumo e chissà quante altre diavolerie si inventeranno ancora. 

In conclusione il giuramento dei nostri legislatori è una palese presa per i fondelli.