Bossiano doc, è pilastro di quel Cerchio magico che, nel Carroccio, cerca di difendere l'Umbèrt dalla fronda dei maroniani. Marco Reguzzoni, classe 1971 e capogruppo dei deputati leghisti alla Camera, può essere definito il ventriloquo del Senatùr.
A ogni costo, e non senza ingoiare qualche rospo. Come quando, nel tentativo di imporre un proprio candidato alle elezioni comunali di Busto Arsizio, è stato costretto a fare un passo indietro davanti al diktat del capo che si era accordato con il Cavaliere su un altro nome.
L'ANGELINO DELLA LEGA. Pazienza, il Reguz va avanti. E quotidianamente dimostra la sua fedeltà al presidente leghista con un atteggiamento che ricorda quello tenuto da Angelino Alfano con Berlusconi. Entrambi si sono identificati nei rispettivi modelli, ne sono diventati i delfini e si apprestano, tra un sorriso e un inchino, a fare loro le scarpe col beneplacito rassegnato dei due mentori ultra70enni.
Non bastasse, il presidente dei deputati della Lega ha sancito la sua fede impalmando Elena Speroni, figlia di Francesco, oggi eurodeputato che ha assunto come suo assistente nientepopodimeno che Riccardo Bossi, fratellastro del Trota. Tanto per chiudere il cerchio (magico).
Ma la strada di Reguzzoni è più aspra rispetto a quella dell'alter ego pidiellino Alfano. Visto che il suo futuro non è spianato, ma dipende dalla guerra interna alla Lega e dal braccio di ferro tra Bobo e Umberto.
