La legge sognata da Giorgia Meloni per parificare l'età dell'elettorato attivo e passivo si sta trasformando in «legge Trota» ed entra nel calderone degli scambi Pdl –Lega per mantenere in vita il governo.
La possibilità di essere eletti a 18 anni ora sta più a cuore a Umberto Bossi, che vorrebbe far entrare il figlio Renzo in parlamento alle prossime elezioni. È diventata una priorità per il fondatore della Lega Nord, ma anche una polizza vita per Silvio Berlusconi.
Il cerchio magico spinge perché la legge acceleri. Una legge dall'iter lungo perché modifica la carta costituzionale. Il ddl nell'entourage del premier è già stato ribattezzato «legge trota» o «polizza trota».
Bossi l'avrebbe messa sul tavolo più volte negli ultimi incontri e il premier ha capito che può essere una garanzia per allungare la vita del governo. Secondo ambienti vicini al premier, questo disegno di legge è l'unica via per far entrare il figlio prediletto di Bossi alla Camera prima che Roberto Maroni uccida il padre politico e prenda le redini del partito.
Bossi è convinto che almeno per le prossime elezioni politiche continuerà a dettare legge nel partito, magari un po' meno di oggi. E piazzerebbe ben volentieri Renzo, garantendogli cinque anni di prerogative. Soltanto che il pargolo è nato l'8 settembre 1988 e compirà i 25 anni, attualmente necessari per essere eletto a Montecitorio, soltanto pochi mesi dopo la scadenza naturale della legislatura, quindi fuori tempo massimo.
Figuriamoci se si andasse al voto l'anno prossimo. A salvarlo ci sarebbe la legge Meloni che, abbassando la soglia di ingresso a 18 anni, gli aprirebbe le porte. Una delle ragioni per la quale Bossi resisterebbe almeno fino alla sua approvazione.
Una garanzia per il premier che gli avrebbe promesso di fare il possibile per farla passare prima delle elezioni, ma proprio per questo, starebbe facendo i calcoli sull'ultimo anno di legislatura.
