.

.

ieri, oggi e domani

ieri, oggi e domani
.

.

.


__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

4 ott 2011

Bossi, l’alieno: «Federalismo, ora Napolitano firmi».



«L'Italia non ha più mezzi e la Lega è pronta a correre da sola».

«Fai l'accordo elettorale, quello ti vota il federalismo e per di più subito dopo ti dobbiamo abbandonare. Non si può fare un accordo, andare a votare e poi abbandonare: quando vengono le elezioni si può sì, evitare di andare assieme, si può che la Lega va da sola, sapendo già però che con questo vince la sinistra». 
Lo ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi intervenendo a sorpresa la notte fra 2 e 3 ottobre a una festa del partito a Buguggiate nel varesotto.


«NAPOLITANO DEVE FIRMARE IL FEDERALISMO»
«Noi cambiamo quando è il momento di cambiare e cerchiamo di mantenere la parola», ha detto, rilanciando poi il federalismo dopo le forti critiche rivolte dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alle istanze secessioniste della Lega Nord: «Io e Calderoli stiamo finendo bene adesso il federalismo, e penso che il Presidente della Repubblica firmerà. Però diciamo che è facile dire da Napoli e da Roma che la Padania non esiste per tranquillizzare, ma tutti hanno capito che l'Italia non tiene più».


«L'ITALIA UNITA NON TIENE PIÙ, NONOSTANTE LE MANOVRE DI TREMONTI»
L'Italia, ha aggiunto Bossi, «fa fatica a tenere, non ha più i mezzi economici, nonostante le manovre che fa Tremonti nel tentativo di non farsi squalificare dall'Europa».

Industriali e Lega, «in troppi parlano a vanvera»
«Nella Lega ultimamente vedo troppa gente che parla a vanvera, troppa gente. Addirittura mi fa passare la voglia di far politica tutta questa gente che parla e parla. La gente ci doveva essere all'inizio a fare la Lega, questa gente non c'era», ha poi detto Umberto Bossi, parlando della situazione del movimento.


«LE IMPRESE GRIDANO PERCHÉ SONO INCAPACI»
Quanto agli imprenditori, «Stanno gridando, troppo secondo me, è perché anche loro qualche difetto ce l'hanno, non c'è più nessuno che è capace di inventare un lavoro».

Umberto Bossi ha aggiunto: «Oggi quel che vedo è che certo un pò di tasse in meno farebbe bene alle imprese, ma anche un pò di idee in più, un pò di capacità in più a investire nel futuro in nuovo lavoro non farebbe male».


«INUTILE PRENDERSELA CON LA POLITICA E BERLUSCONI»
Per questo, secondo Bossi, è «inutile dire che è colpa della politica. Colpa di tutti, è colpa di quelli che avevano in mano il volante e non hanno saputo guidare, sennò è troppo semplice dire che è colpa di Berlusconi. Quello ha le sue colpe, ma non è che quando piove è sempre colpa di Berlusconi».

A Varese il leader lancia il «suo» candidato, Canton. A sorpresa Umberto Bossi ha appoggiato un proprio candidato alla segreteria provinciale della Lega di Varese, pronta a celebrare domenica 9 ottobre il suo congresso.
 Alla festa del Carroccio a Buguggiate, nella serata del 2 ottobre, ha infatti investito dal palco Maurilio Canton, sindaco del paese di Cadrezzate e considerato finora un candidato di bandiera.
 «Adesso a Varese c'è il congresso», ha detto il ministro delle Riforme, «io mi auguro votiate tutti per il sindaco di Cadrezzate, ho visto che ha fatto una cosa buona, ha fatto un libretto per tutti i militanti che vogliono domani diventare consiglieri comunali, un libretto semplice su cui riescono a indirizzarsi su cosa fare per ottenere il risultato. Queste sono le cose da fare».
 
«SERVONO DEI MANUALI PER SAPERE COSA FARE»
Il leader della Lega ha aggiunto: «Io ho bisogno di un segretario che dia la possibilità a tutti di andare avanti e per farlo devono sapere qualcosa e quindi bisogna scrivere dei librettini. Noi non abbiamo bisogno dei geni, ma della gente che è interessata a quello che fa e si impegna a fare le cose».


CANTON, IL CANDIDATO DEL CERCHIO MAGICO Canton è considerato molto vicino alla famiglia Bossi e la sua candidatura è stata avanzata già da qualche tempo, anche se sembrava che per la segreteria provinciale di Varese si potesse prospettare un altro nome condiviso da tutte le 'anime' del partito. Si stava facendo largo anche la candidatura dell'ex segretario Leonardo Tarantino, considerato di area 'maroniana'.