Inizia alla Camera l'esame delle pregiudiziali di Pd e Idv al disegno di legge. Il deputato Pdl alla radio: "Il cronista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una sanzione penale".
L’agenzia Moody’s taglia il rating dell’Italia di tre livelli. Dieci giorni fa il downgrade di Standard&Poor’s. Ma le priorità del governo sono altre, in primis il disegno di legge per limitare l’uso delle intercettazioni da oggi in esame alla Camera che ha bocciato le questioni pregiudiziali di Pd e Idv al testo. Con 307 no (Pdl e Lega), 230 voti a favore (Pd e Idv) e 63 astenuti (i deputati del Terzo polo), le pregiudiziali di costituzionalità sono state respinte. Risultato analogo anche della votazione sulla pregiudiziale di merito: 229 sì, 307 no e 64 astenuti.
Ma se la ‘partita’ in aula è appena cominciata, a livello politico lo scontro è già in atto da tempo. E i toni sono da battaglia. Il deputato Pdl Maurizio Paniz ospite di ’24 Mattino’ su Radio 24 è tornato a chiedere il carcere per i giornalisti: “Il cronista che pubblica ciò che non può pubblicare dovrebbe subire una sanzione penale. Il carcere magari è un percorso più lungo. Che ne so, ci vorrebbe una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà a seconda della violazione, vedrà se sono possibili riti alternativi, pene pecuniarie o multe o – ha ripetuto il deputato Pdl – se il giornalista debba andare in carcere. Cosa che è tutto sommato molto rara nel nostro ordinamento per questa tipologia di situazione”.
Per la Lega Nord la legge non è un bavaglio alla stampa. Ad annunciare in aula la posizione del Carroccio e’ Nicola Molteni: “E’ assurdo che il presidente dell’Anm dica che gli emendamenti presentati sono antistorici ed inutili ognuno proprio ha la propria funzione, il proprio compito. Questa non e’ una legge bavaglio, non e’ contro la liberta’ di stampa. Conferma la possibilita’ di fare investigazione, ma conserva anche il diritto alla privacy”.
Dopo la minaccia di dimissioni della presidente della Commissione Giustizia Giulia Bongiorno (Fli) che ieri ha dichiarato: “Non sarò relatrice di questo obbrobrio”, oggi le risponde il Guardasigilli Francesco Nitto Palma: “Ognuno è libero di adottare le decisioni che meglio ritiene, mi auguro che Giulia Bongiorno non voglia giungere a questa conclusione”. A margine della conferenza stampa per la presentazione dello stato di attuazione del Piano straordinario per la digitalizzazione delle giustizia, il ministro della Giustizia ha ricordato che “il provvedimento che ci si augura verrà approvato in Parlamento è sostanzialmente il provvedimento che è stato varato in Commissione, con relatore la presidente Buongiorno. Nel mondo della politica – ha aggiunto – qualcosa si può cambiare”.
Il Terzo polo si asterrà sulle pregiudiziali di costituzionalita’ al disegno di legge sulle intercettazioni presentate da Pd e Idv. A confermarlo in Aula e’ stato Pino Pisicchio. L’apertura del Terzo polo al testo era chiara gia’ da ieri, tanto che l’Udc aveva ritirato la propria pregiudiziale. “Non siamo contrari a un’equilibrata regolazione della materia”, ha spiegato Pisicchio nel condannare “l’abuso voyeuristico” delle intercettazioni. Tuttavia, ha spiegato, “una buona legge non puo’ che essere risultante di tre principi: l’esigenza di utilizzare le intercettazioni per perseguire i reati e avvalersi delle intercettazioni, il diritto di ogni cittadino a vedere tutelata la propria riservatezza, la liberta’ d’informazione”. Per il deputato dell’Api, “si avvicina questo delicato equilibrio il testo della relatrice Bongiorno”.
L’Udc ha annunciato che ritirerà le questioni pregiudiziali presentate contro il ddl intercettazioni e che si asterrà su quelle presentate dal resto delle opposizioni. Questa decisione viene considerata come “un gesto significativo” dal capogruppo del Pdl in Commissione, Enrico Costa, autore dell’’emendamento-compromesso. “Non ci aspettavamo subito un sì alla nostra proposta di mediazione – ha sottolineato Costa – ma la decisione di ritirare le pregiudiziali la guardiamo assolutamente con favore”. “Il nostro emendamento – ha proseguito Costa – spero diventi concretamente una base di lavoro comune”. E se l’Udc dice no pur senza usare i toni dello scontro, il Pd alza invece le barricate.
“Faremo un’opposizione dura”, ha assicurato il segretario Pier Luigi Bersani. “Metteremo in atto tutte le azioni di contrasto parlamentari che potremo”, ha promesso il capogruppo Dario Franceschini. L’emendamento del Pdl di ieri, hanno rincarato la dose Andrea Orlando e Donatella Ferranti, “è un grave passo indietro” visto che le intercettazioni contenute in atti come le ordinanze di custodia cautelare o i decreti di perquisizione, “hanno già superato il vaglio di rilevanza e pertinenza del gip”.
Ad allargare lo schieramento del no al Ddl, è arrivata in serata anche Wikipedia che ha messo in atto una protesta ‘preventiva’: dopo aver pubblicato un lungo comunicato contro l’iniziativa del governo sta infatti impedendo la visitazione delle pagine dell’edizione italiana dell’enciclopedia che rimandano tutte alla nota di protesta.
