27 maggio 2011 - Caterina Ferrero, assessore alla Sanità della Regione Piemonte, è indagata per una vicenda di appalti truccati.
Un tornado si abbatte sulla sanità piemontese. L’assessore regionale Caterina Ferrero riceve un avviso di garanzia (e restituisce le deleghe) per turbativa d’asta, cinque persone – tra cui il suo braccio destro Piero Gambarino - finiscono in carcere, altri due vanno agli arresti domiciliari e altri due vengono indagati a piede libero. E’ l’inchiesta ‘Dark Side’ della guardia di finanza, che ha spalancato uno scenario fatto di appalti truccati, concorsi pilotati e tentativi di neutralizzare le iniziative dello Spresal, l’ufficio che si occupa di sicurezza sul lavoro. Il tutto nell’arco meno di otto mesi.
LA “SANITA’ PRET A PORTER” - Il procuratore Gian Carlo Caselli rispondendo alle domande dei giornalisti, parla di “una sanita’ buona e una cattiva”. “Una sanita’ ‘pret-a-porter’ confezionata su misura per favorire alcuni soggetti – ha aggiunto il colonnello Carmelo Cesario, che ha coordinato l’operazione delle Fiamme Gialle del Gruppo Torino - alla quale si e’ opposta una sanita’ composta di figure molto attente al buon andamento della pubblica amministrazione”. Il riferimento e’ a Paolo Monferino, nuovo direttore generale della sanita’, che si e’ adoperato per bloccare alcuni illeciti; il gip Cristiano Trevisan osserva, nelle carte processuali, che e’ stato “fortemente voluto dal presidente della Regione, Roberto Cota”. Tutto ruota attorno a Piero Gambarino, un imprenditore edile che all’improvviso, dopo l’insediamento di Caterina Ferrero, senza avere mai lavorato per la Regione e senza avere competenze specifiche in tema di sanita’, ne diventa l”alter ego”.
TURBATIVA D’ASTA - “Sembra che l’assessore sia lui”, si dice in una conversazione intercettata dagli inquirenti. L’assessore é indagata solo per due vicende. La procura non ne ha chiesto la sospensione dalle funzioni perché – ha detto Caselli – questa misura non è applicabile a chi è stato eletto; e la Ferrero, prima di entrare nella giunta, era in consiglio regionale. Gambarino spunta in quasi tutti gli episodi contestati: risponde anche di concussione. Il primo caso è l’appalto di 50 milioni per la fornitura di pannoloni (“ausili monouso per incontinenza”) da consegnare agli anziani. La gara fu bloccata dall’assessore Ferrero il 23 settembre e lo stesso giorno ci fu un accordo sottobanco con Federfarma per assegnare la commessa alle farmacie.
CONCORSO PILOTATO – Il secondo è un concorso per una consulenza, disegnato su misura per un ex funzionario di una Asl. Il terzo riguarda una “punizione” inflitta allo Spresal, colpevole di fare controlli troppo solerti su un’azienda: il titolare dell’azienda si lamento’ con un consigliere regionale del Pdl, Rosanna Valle (che non e’ indagata), la quale si rivolse a Gambarino. Non potendo toccare la direttrice dello Spresal (‘e’ una consulente di Guariniello, e’ un rischio’ si legge in una intercettazione), si preferi’ impedire che una funzionaria salisse di grado. Qui la Ferrero non e’ indagata, ma nel capo d’accusa si sottolinea che fu ‘soddisfatta’ dall’andamento della vicenda.
5 ARRESTI - Per altri episodi sono stati arrestati Piefrancesco Camerlengo, figlio di un noto imprenditore del settore delle case di cura private; Franco Sampò, sindaco di Cavagnolo (Torino); Vito Plastino, commissario straordinario dell’Asl 5; Marco Mozzati, titolare di uno studio dentistico. Arresti domiciliari per Luciano Platter, presidente di Federfarma Piemonte, e Marco Cossolo, segretario di Federfarma Torino. L’architetto Maurizio Pasqualino Fico e’ stato interdetto dalla professione per due mesi. Indagato a piede libero e’ Sergio B., considerato il beneficiario del concorso.
DELEGHE NELLE MANI DI COTA – Le deleghe dell’assessore Ferrero, esponente del Pdl all’interno della giunta regionale a guida leghista, sono ora in capo al presidente Roberto Cota, in attesa che la vicenda si chiarisca. La decisione di rimettere le deleghe nelle mani del governatore è stata comunicata dal presidente del Piemonte alla fine di una giornata concitata. “Come governatore impegnato in una profonda riforma dell’intero sistema sanitario regionale – ha affermato Cota – il mio primario interesse è che le mele marce siano individuate e neutralizzate: su questo, nessuna pietà”. Quanto all’inchiesta, che ha portato a sette ordini di custodia cautelare nei confronti di sindaci e imprenditori, l’auspicio di Cota è che “si provveda in tempi brevi ad accertare i fatti”.
(ANSA)
