18 maggio 2011 - Metà dei parlamentari del gruppo si Scilipoti e Romano non partecipa al voto sulla mozione carceri. Passa il testo Pd.
Momenti difficili per la maggioranza berlusconiana.
Alla sconfitta elettorale di Milano si aggiungono i capricci del gruppo parlamentare dei Responsabili, di fatto terza gamba del centrodestra dopo la fuoriuscita dei finiani. A metà dicembre il gruppo guidato dal neo ministro all’Agricoltura Saverio Romano, composto da deputati eletti tra le fila di centristi e centrosinistra, aveva sostituito i rappresentanti di Futuro e Libertà che per la prima volta dicevano no alla fiducia al governo Berlusconi.
RESPONSABILI ASSENTI - Al voto sulla prima mozione per le carceri che ha visto maggioranza e governo andare sotto, circa la metà del gruppo di Iniziativa Responsabile mancava all’appello. Su 29 parlamentari non hanno partecipato al voto in 12 tra cui il neo-ministro Saverio Romano e i tre che aspirano a incarichi di governo come Francesco Pionati, Maria Grazia Siliquini e Arturo Iannaccone. Numerosi assenti anche nel Pdl: non hanno votato in 16 tra cui il vicepresidente del gruppo Massimo Corsaro, Niccolò Ghedini, Nicola Cosentino e Claudio Scajola, impegnato a quell’ora in un incontro con il presidente del Consiglio. Assente anche Italo Tannoni del Movimento Liberal democratico passato prima con l’Udc e poi con il Pdl. Fra le assenze della maggioranza sono da registrare anche Luca Barbareschi, Calogero Mannino. Per la Lega non erano presenti in aula solo in due: Paola Goisis e Daniele Molgora. La mozione è passata per soli dieci voti e gli astenuti sono stati quattro, di cui due del Pdl, Luigi Vitali e Marcello De Angelis.
PASSA LA MOZIONE PD - La mozione successiva presentata dal Pd è passata con 269 sì e 255 no. Tra gli assenti – ricostruisce l’esito del voto l’Ansa – sempre 12 di Iniziativa Responsabile, due della Lega e 17 del Pdl. Alla votazione numero 5 non hanno partecipato al voto sempre 12 Responsabili, 17 Pdl e due Lega, mentre alla numero 8 oltre ai 12 di Ir non hanno partecipato al voto 15 del Pdl e sempre i soli due della Lega. A quest’ultima votazione, però, tra gli astenuti, oltre ai due esponenti delle minoranze linguistiche Siegfried Brugger e Karl Zeller si è aggiunto Domenico Scilipodi (Ir). “In buona sostanza – osserva Renzo Lusetti, dell’Udc – quando mancano i ministri e i sottosegretari, la maggioranza va sotto”.
LA REAZIONE ALLE ACCUSE - Alle accuse di minacciare la tenuta della maggioranza e del governo i Responsabili rispondono scaricando colpe della debacle parlamentare sui parlamentari impegnati al governo: “Le sconfitte subite oggi sulle mozioni – ha affermato a Radio Radicale il deputato di Iniziativa Responsabile Mario Pepe – dimostrano che senza la presenza dei membri del governo a Montecitorio non abbiamo la maggioranza. Se fossi Berlusconi farei dimettere dall’incarico di deputato tutti i membri del governo in modo che possano loro subentrare nuovi parlamentari che assicurino la propria presenza”.
LE RICHIESTE AL GOVERNO – L’Adnkronos descrive i nodi da sciogliere per garantire il sostegno al governo Berlusconi dal dopo-ballottaggi in poi:
I Responsabili assicurano “pieno sostegno” a Silvio Berlusconi in questo momento difficile, in vista dei ballottaggi di Milano e Napoli. Ma chiedono in questi 15 giorni di cambiare strategia, evitando la politicizzazione della campagna elettorale come fatto fino ad ora, perché la gente vuole risposte concrete sul territorio. Certo, non nascondono perplessità sul futuro in caso di sconfitta al secondo turno di lady Moratti e temono uno slittamento almeno fino al 29 maggio della seconda tranche del rimpasto promesso a molti esponenti del gruppo. Ufficialmente, però, considerano la questione dei “ritocchi” secondaria e rilanciano con forza la necessità di fare la riforma fiscale e di onorare gli impegni per il Sud. Tutte le varie anime della terza gamba della maggioranza suggeriscono ora al Cavaliere un cambio di rotta e di corteggiare sempre di più l’Udc, che potrebbe essere determinante per la vittoria finale.
