.

.

ieri, oggi e domani

ieri, oggi e domani
.

.

.


__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

19 mag 2011

Anche i preti dicono che la statua del Papa fa schifo.




19 maggio 2011 - Il giornale del Vaticano ci va giù pesante con la scultura di Giovanni Paolo II collocata davanti alla Stazione Termini. Lodevole l’intento, catastrofico il risultato.

L’Osservatore Romano, parlando della statua posizionata davanti alla principale stazione ferroviaria della capitale, la prende alla lontana. Dapprima celebra i nobili intenti di chi ha voluto mettere lì la statua del pontefice tanto caro a tutti, scrivendo che “La suggestione dell’opera consiste nell’abbraccio ideale che il Pontefice era solito dare ai fedeli della sua diocesi e offrire ai molti pellegrini e visitatori” ma poi non ce la fa a tenersi dentro quello che pensa veramente, e aggiunge: “il suo volto, situato in cima alla struttura, ha però solo una lontana somiglianza con quello del Papa. E complessivamente il risultato non sembra all’altezza dell’intento, tanto che in proposito già si sono levate voci critiche.” Per esempio le loro.

TENDA O CAMPANA - “Per chi esce dalla stazione sembra infatti un enorme monumento indistinto più che un immediato e inequivocabile omaggio a Giovanni Paolo II. Ci si può quindi domandare se non sarebbe stato meglio privilegiare questo aspetto, viste l’importanza e la collocazione del monumento”. Ma non contenti di aver detto che non si capisce nemmeno che faccia abbia la statua, gli Osservatori Romani dicono che l’opera di Oliviero Rainaldi è “una scultura singolare, squarciata dal vento che la fa somigliare a una tenda aperta o, come ha detto qualcuno, a una campana”. Insomma, trattasi di tenda con viso non identificato. Tenda o altresì campana. “Quando il bozzetto di quest’opera è stato visto per l’approvazione presentava una simbologia molto più evidente. Quella che oggi sembra una campana era infatti un tabarro rosso aperto in modo naturale, come appare in molte suggestive immagini di Giovanni Paolo II.”
CAPOCCIONE - Guardandola meglio, però, gli Osservatori Romani ci vedono più che altro una garritta. Sì, una garritta, sormontata da un capoccione: “Sulla piazza, invece, ci troviamo di fronte a un violento squarcio, come di bomba, che finisce quasi per assimilare quel mantello a una garitta, sormontata da una testa del Papa eccessivamente sferica”. Certo, alla fine dicono, per indorare un po’ la pillola, che “resta comunque molto importante e lodevole la decisione del Comune di Roma, che in questo modo ha promosso un’iniziativa efficace per completare e perfezionare il rapporto tra Giovanni Paolo II e la stazione Termini, già nel 2006 dedicata al Papa.” E aggiungono che all’artista va riconosciuto almeno “un merito: quello di volersi intenzionalmente distaccare dalla classica iconografia papale per calarla nella modernità”. Fermo restando che per loro la statua è brutta come il peccato.