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ieri, oggi e domani

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17 mag 2011

Amministrative 2011: Berlusconi perde il primo tempo del referendum su Silvio.




Male a Milano, non bene nel resto d’Italia. Il Cavaliere e la Lega ostentano sicurezza. Ma sono nervosi.
Silvio Berlusconi perde il primo turno del “referendum” di Milano. Letizia Moratti per la riconferma nella carica di sindaco dovra’ passare dal ballottaggio, e questo erano in molti a prevederlo, ma la sorpresa di questa tornata di voto amministrativo sta nel “come” la prima cittadina uscente arriva al secondo turno.
PISAPIA IN TESTA - In testa e’ infatti l’avversario, Giuliano Pisapia, che guida una coalizione di centrosinistra. Quando e’ stata scrutinata circa la meta’ delle sezioni, Pisapia e’ avanti con il 47,88%. La Moratti insegue con il 41,75%. Diventano cosi’ decisivi per il ballottaggio i voti portati in dote dagli altri candidati. Manfredi Palmeri del Terzo Polo e’ al 5,46%, Mattia Calise del Movimento 5 Stelle al 3,25%. Per quest’ultimo dovrebbero essere esclusi apparentamenti o indicazioni di voto, che lo statuto del Movimento vieta espressamente, ma e’ probabile che gli elettori che al primo turno hanno votato per Calise punteranno su Pisapia al secondo, anche per dare un cambio di amministrazione alla citta’. Il Terzo Polo, anche se ha ottenuto un risultato inferiore alle sue aspettative, deve decidere come “spostare” il circa 5,5% di Palmeri, e su questo sembra essere tornata la distinzione tra “falchi” e “colombe” tra i finiani. Adolfo Urso e Andrea Ronchi hanno detto esplicitamente che il Fli non puo’ appoggiare Pisapia al ballottaggio e deve puntare sulla Moratti, ma Fabio Granata e Italo Bocchino hanno risposto picche. In particolare Bocchino non ci sta a rendere Fli “la ruota di scorta del berlusconismo”.
LE REAZIONI - In una nota il Terzo Polo fa intendere che decidera’ sui ballottaggi caso per caso. “Valuteremo con i candidati sindaci del Terzo Polo le scelte piu’ appropriate per i ballottaggi, e lo faremo nell’interesse esclusivo dei cittadini senza scelte pregiudiziali o corsie privilegiate”, sottolinea la coalizione di Fli, Udc e Api. Il risultato di Milano monopolizza l’attenzione dei leader. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani parla di “un’inversione di tendenza” e di “un vento del Nord che si alza contro Pdl e Lega”. Inoltre per Bersani “si apre un’incrinatura fortissima tra il centrodestra e il suo elettorato di riferimento che portera’ ad una crisi del blocco Pdl-Lega”.
SILVIO NON PARLA, PER ORA – Il premier Silvio Berlusconi commentera’ domani i risultati definitivi. Oggi nella sede del Pdl il coordinatore del partito Denis Verdini ha ammesso che a Milano c’era “un’aspettativa diversa” e che il risultato di Pisapia e’ “una sorpresa”, ma ha invitato a “non focalizzarsi solo su Milano”. Per il Pdl “non e’ giusto concentrarsi solo sui 900 mila votanti di Milano, quando al voto in tutta Italia vanno quasi 13 milioni di aventi diritto”. Dopo un pomeriggio di silenzio, in serata e’ arrivato il commento anche dai vertici della Lega, nella sede di via Bellerio, a Milano. “E’ solo il primo tempo, ci impegneremo per il ballottaggio e siamo convinti che questo primo turno sia un’anomalia che puo’ essere corretta”, ha detto il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli.
IL CENTROSINISTRA - Nel campo del centrosinistra, i leader di Idv e Sel, Antonio Di Pietro e Nichi Vendola concordano con Bersani nel dare un’interpretazione nazionale del voto. Per l’ex pm “c’e’ la possibilita’ di costruire un’alternativa credibile, possiamo mandare a casa questo governo”, mentre per il governatore pugliese “il vento sta cambiando in Italia, si e’ aperto un varco nel berlusconismo”. Al di la’ delle conseguenze politiche, sono andati al voto quasi 13 milioni di italiani per rinnovare amministrazioni provinciali e comunali. Gli scrutini in corso daranno un nuovo volto agli enti locali. Le prossime settimane diranno se ne risentiranno anche gli equilibri nazionali.