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ieri, oggi e domani

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7 mar 2011

Le bamboccione.




Siamo proprio alla frutta. Ormai la politica italiana dovrebbe trovare degna collocazione, nelle pagine dei giornali esteri, tra le pagine dedicate allo spettacolo.


Non è di vecchietti incartapecoriti o di donzelle che sgomitano per strofinarsi addosso a un vecchio satiro che voglio parlare. Di questo e di altro si stanno già occupando in molti, come è normale che sia. Vorrei invece soffermarmi su quel che in molti casi si nasconde dietro il paravento. Un padre, intervistato da un giornalista, rispondendo alla domanda riguardante sua figlia e la possibilità che quest'ultima sia una delle favorite del premier, risponde: "Magari!". Nelle intercettazioni una mamma consiglia alla sua bambina di darsi da fare altrimenti le altre rischiano di passarle avanti; un'altra ancora invita la figlia ad una certa elasticità di vedute: "Così ci sistemiamo tutti quanti."

Ma che razza di genitori sono quelli che sognano la loro figlia nuda tra le braccia di un vecchietto arzillo, palpeggiata a pagamento da attempati signori (signori?), vestita da infermiera in autoreggenti e stetoscopio, pronta a farsi sbaciucchiare (sbaciucchiare?) dalla mummia di turno? Se è vero che queste fanciulle sono nate in un'epoca vuota, figlia della cultura delle veline e dei grandi fratelli, un'epoca dove conta apparire e non essere, nella quale si vuole tutto e subito e ogni mezzo è lecito per ottenerlo, dove chi non sa fare niente aspira al successo e chi sa fare spesso non ha altra scelta che abbandonare il paese, non così si può dire di mamme e papà, magari a loro volta figli del Sessantotto.

Beati gli orfani se i genitori sono questi.