Fischi ovunque per il premier nel 150° dell'Unità.
A Santa Maria degli Angeli il Cavaliere, unico tra le autorità, scappa dal retro.
Così B., in calo nei sondaggi, fa marcia indietro sul nucleare.
I suoi avvocati tentano di far saltare la prima udienza su Ruby.
La scena che si è consumata al termine della cerimonia religiosa in omaggio al 150° anniversario dell’Unità, con Berlusconi in fuga dalla sacrestia di Santa Maria degli Angeli per paura dei fischi, consegna all’Italia l’immagine di un premier in fuga.
Sono molti i segnali che nelle ultime ore hanno fatto capire al Cavaliere di non rappresentare più la maggioranza del Paese.
Segnali politici, come l’estrema difficoltà di organizzare il rimpasto di Governo accontentando tutte le componenti che chiedono poltrone in cambio di un sostegno decisivo alla maggioranza.
Segnali istituzionali, direttamente collegati alla questione rimpasto, con Napolitano che ieri ha di fatto bloccato la nomina a ministro del “Responsabile” Saverio Romano.
E mentre gli onorevoli avvocati Ghedini e Longo chiedono di rinviare la prima udienza del processo Ruby, prevista per il 6 aprile (“troppi atti da valutare, ci serve più tempo”), il presidente del Consiglio, terrorizzato dai sondaggi che lo danno in calo, ordina la retromarcia sul nucleare. Nel tentativo disperato di ritrovare la sintonia con la volontà popolare. Ma soprattutto con l'obiettivo di far fallire il referendum di giugno, nel quale gli italiani dovranno esprimersi pure sul "suo" legittimo impedimento.
