L'ottusità, l'ignoranza e l'incoscienza fatta Governo.
La linea italiana sul nucleare “non cambia”. Lo ha detto il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, a margine del Consiglio dei ministri che ha affrontato anche la catastrofe avvenuta in Giappone. “Nessuna sottovalutazione”, ha aggiunto il ministro, secondo cui non va comunque creato “neppure un allarmismo rispetto a una situazione eccezionale, una calamità che è stata definita un’apocalisse in un paese ad altissimo rischio sismico”. Prestigiacomo ha quindi di nuovo criticato lo “sciacallaggio politico a fini domestici” e la “macabra speculazione” messa in atto in Italia dagli anti-nuclearisti.
La linea italiana sul nucleare “non cambia”. Lo ha detto il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, a margine del Consiglio dei ministri che ha affrontato anche la catastrofe avvenuta in Giappone. “Nessuna sottovalutazione”, ha aggiunto il ministro, secondo cui non va comunque creato “neppure un allarmismo rispetto a una situazione eccezionale, una calamità che è stata definita un’apocalisse in un paese ad altissimo rischio sismico”. Prestigiacomo ha quindi di nuovo criticato lo “sciacallaggio politico a fini domestici” e la “macabra speculazione” messa in atto in Italia dagli anti-nuclearisti.
Questa mattina i ministri dell’Ambiente europei si sono riuniti in Consiglio a Bruxelles. E il portavoce del ministro Prestigiacomo ha parlato di un “problema” dei danni subiti dalle centrali giapponesi: “In apertura della riunione – spiega una nota del portavoce del ministro – il Commissario Ue è intervenuto sul problema dei danni subiti da alcune centrali giapponesi in seguito al sisma e allo tsunami”.
Le dichiarazioni della Prestigiacomo sul progetto del nucleare italiano che non si ferma arrivano a poche ore dall’annuncio di un incontro del ministro con i rappresentanti delle associazioni del settore delle rinnovabili. Gli incontri sono in programma mercoledì pomeriggio: “Obiettivo degli incontri, convocati dopo la recente approvazione del decreto sulle rinnovabili da parte del Consiglio dei Ministri è ascoltare le richieste degli operatori della filiera per giungere a decisioni condivise che tutelino le aziende e i lavoratori, assicurando all’Italia un futuro da protagonista nel settore”.
Considerazione che hanno suscitato subito critiche e reazioni, ma Prestigiacomo, in serata, ha proseguito nella sua arringa a favore dell’energia nucleare.
Il rischio sismico, ha detto ancora il ministro, ”è uno dei parametri che viene considerato per escludere parti di territorio dove questo è particolarmente elevato” e la frequenza con la quale avvengono terremoti in Giappone “non è paragonabile alla nostra. Evitiamo quindi di fare speculazioni, usando situazioni che non hanno alcuna analogia”.
Secondo la Prestigiacomo i programmi europei e internazionali sull’energia “non cambieranno sulla base di quello che è avvenuto in Giappone e i paesi occidentali si sono già impegnati a raggiungere mix energetici”.
Circostanza anche questa smentita da Angela Merkel e Barack Obama, che ieri, sui programmi di Germania e Usa, hanno frenato.
Secondo la Prestigiacomo i programmi europei e internazionali sull’energia “non cambieranno sulla base di quello che è avvenuto in Giappone e i paesi occidentali si sono già impegnati a raggiungere mix energetici”.
Circostanza anche questa smentita da Angela Merkel e Barack Obama, che ieri, sui programmi di Germania e Usa, hanno frenato.
Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brenetta, ospite a Sky Tg 24, è andato oltre, criticando le scelte di Germania e Usa, sottolineando che “c’è molta ipocrisia. Noi che non le abbiamo fatte non dovremmo neanche pensare di farle?” precisa Brunetta, che fa notare: “Se tutti dicessero ora lo stop al nucleare che fine farebbe il prezzo del petrolio?”. Il ministro sottolinea, inoltre, che l’Italia è un paese “parzialmente sismico, in alcune aree non ci sono mai stati terremoti, e questo è già presente nelle valutazioni sui siti e sulle centrali che si costruiranno”.
