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ieri, oggi e domani

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16 mar 2011

La Lega Nord preferisce un caffè a Mameli.




La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

(Art.5 della Costituzione della Repubblica Italiana)
 Gli italiani meritano di essere rappresentati da chi non rispetta la nazione? Sicuramente no, e sono certo che molti di noi, quando vanno all’estero, si arrabbiano quando il classico stereotipo “italiani pizza-mafia-mandolino” viene pronunciato con forte accento tedesco (come successo ai mondiali del 2006) o più comunemente in Francia, atavica cugina d’oltralpe. Lo sfottò fra le diverse anime nazionali in fondo può anche starci, alzi la mano chi non ha mai definito ironicamente i tedeschi come “crucchi” o i francesci come “mangiabaguette”.
E’ però inconcepibile che i rappresentanti del popolo brucino idealmente la nostra bandiera: questo è quanto è successo a Milano oggi, durante una seduta del Consiglio Regionale lombardo. In data odierna, era prevista l’esecuzione dell’Inno di Mameli all’apertura della seduta del consiglio, in onore del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia. I consiglieri della Lega Nord avevano preannunciato la loro uscita al momento dell’inno e, come poi si verrà a sapere, hanno trascorso il brevissimo tempo al bar, come riportato dalle foto del Corriere della Sera. L’unico leghista  presente in aula è il Presidente del Consiglio Regionale Boni, trattenuto dal suo ruolo istituzionale ma “idealmente fuori” ha poi dichiarato l’esponente del Carroccio, che ovviamente non ha recitato l’Inno come ha fatto la rientrante Nicole Minetti dopo l’affaire Ruby.
Per una volta , le reazioni dei partiti al di fuori della lega sono state bipartisan, con Romano La Russa che ha definito “chi non rende onore alla patria è un vigliacco e la sua esistenza è meschina” e Formigoni che dichiara:”70 secondi di Inno non hanno mai fatto male a nessuno.”
Scrivere un commento a questa notizia è superfluo, penso e spero che il lettore possa dedurre da sé eventuali miei apprezzamenti. Come unica impressione racconto un aneddoto: questa estate, dopo la partita Italia -- Paraguay dei mondiali, ho avuto un rigetto fisico quando ho sentito la scandalosa telecronaca anti-italiana condotta su RadioPadania. Mi ero ripromesso di seguire la successiva armato di vuvuzela, maglietta azzurra e bandiera italiana via radio davanti alla sede leghista di Via Bellerio. Non lo feci, ma penso che questo giovedì sarà dura trattenermi dall’appendere un tricolore di fronte alla sede leghista. Anzi, lancio la proposta: ridiamo senso al tricolore, festeggiamo degnamente il 17 marzo: armatevi di bandiera tricolore e recatevi in Via Bellerio, Milano e attaccatela sui pali. Ricordiamo alla Lega chi rappresenta nel Parlamento della Repubblica Italiana, ricordiamo alla Lega chi rappresenta quando siede nei dicasteri del Governo della Repubblica Italiana.