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ieri, oggi e domani

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17 giu 2011

Roberto Saviano: “Il governo ha paura”.




17 giugno 2011
Lo scrittore in un’intervista a Repubblica: 
“La politica si lasci contaminare dai movimenti”.
La politica ‘deve lasciarsi contaminare dai nuovi colori dei movimenti’, dal ‘popolo, la moltitudine che si e’ messa in marcia’. Lo afferma, in una intervista a Repubblica, Roberto Saviano, analizzando i risultati delle tornate elettorali, sottolineando che il fatto che non ci sia ‘un percorso definito, un solo e unico programma’ ha ‘un sapore rivoluzionario’.
VIA L’INDIFFERENZA – Per lo scrittore sta avvenendo ‘una sorta di mutazione dell’indifferenza’. E i partiti ‘vincono se sanno guardare oltre se stessi. E questo non significa cedere all’antipolitica. Significa cambiare la selezione della classe dirigente non cercando solo amministratori ma talenti. La moltitudine ha portato alla politca colori nuovi, il viola, l’arancione. I cittadini hanno saputo mescolarsi, hanno saputo unirsi come i partiti non sono riusciti a fare’. Anche ‘laddove c’erano posizioni diverse ci si e’ uniti nella necessita’ di dover cambiare il Paese. Questa è la novitè che la politica dei partiti non ha saputo trovare’. Il governo, peraltro, di tutto questo ‘ha paura, non rispondere’ come ha fatto il ministro Renato Brunetta l’altro giorno, ‘è avere paura. E la loro chiusura – aggiunge – è l’inizio della fine’. Sul capitolo Rai, per Saviano la tv pubblica ‘perde autorevolezza’ e ‘credibilità ‘anche perche’ ‘lavora contro le sue migliori trasmissioni, e la gente deve difenderle’. Anche la Rai, insomma, ‘ha paura’ di programmi come Vieni via con me ed è ‘disposta a perdere denaro pur di non infastidire il potere politico’. Ma lo scrittore e’ deciso a rifare il programma con Fabio Fazio comunque ‘non so dove, non so chi avra’ il coraggio di ospitarla, se non vorra’ farla nessuno ci inventeremo qualcosa, anche all’estero’.

GOVERNO HA PAURA – Annalisa Cuzzocrea gli chiede: Il fortino della maggioranza assediato da un movimento che gli cresce attorno e con cui non sa e non vuole comunicare. Il caso Brunetta è l’ultimo esempio. Come si reagisce a questa chiusura? «Il governo ha paura, non rispondere è avere paura. E la loro chiusura è l’inizio della fine, la dimostrazione della loro debolezza.
Il movimento dei giovani ha saputo rinunciare alla strada della violenza e ha rilanciato nuove forme di comunicazione, di aggregazione. Anche laddove c’erano posizioni diverse ci si è uniti nella necessità di dover cambiare il Paese. Questa è la novità che la politica dei partiti non ha saputo trovare, e che ha risposto — vincendo — alla chiusura del governo».
Infine, si parla di palinsesti. La Rai lavora contro le sue migliori trasmissioni. Vieni via con me è arrivata a 9 milioni di persone, ha superato il Grande Fratello e la Champions League parlando di temi difficilissimi, ed è stata cancellata. Perché parlava a un pubblico trasversale. Perché anche chi non è d’accordo con Mina Welby ha potuto ascoltarla, e riflettere. La Rai ha paura di Vieni via con me. Del suo successo, delle migliaia di elenchi e mail arrivate alla trasmissione, delle persone che il lunedì si riunivano insieme per seguirci. Ha preferito non parlarne, dimenticarlo. Ma io voglio rifarla, e con me vogliono rifarla Fabio Fazio e gli altri autori. Non so dove andrò, non so chi avrà il coraggio di ospitarla, se non vorrà farlo nessuno ci inventeremo uno spazio, magari all’estero. La verità è che la Rai è disposta a perdere denaro pur di non infastidire il potere politico. Come se un editore, davanti a uno scrittore che vende milioni di copie, preferisse rinunciarvi perché quell’autore parla a troppe persone. Mi sento di dire una cosa, anche come telespettatore: se vogliamo una trasmissione prendiamocela, chiediamola.
Difendiamo con la presenza, con le parole, trasmissioni e storie che vogliamo ascoltare, da Annozero a Report, da Che tempo che fa a Parla con me. Noi da qualche parte forse troveremo uno spazio. Chi ora pone ostacoli avrà paura, noi no.