Limite di tre mandati, coordinatori a tempo, primarie.
Un gruppo di consiglieri azzurri avanza proposte in stile Beppe Grillo.
Intanto, dopo l'ultimatum di Bossi sui dicasteri, Alemanno e Polverini danno battaglia,
ma La Russa e Cicchitto li stoppano.
"Si bagnano prima che piova". Ignazio La Russa usa giri di parole per esprimere il suo dissenso rispetto alle azioni promosse dal sindaco di Roma Gianni Alemanno e al presidente della Regione Lazio Renata Polverini.
Oggetto del contendere, la proposta di spostare quattro ministeri al Nord, lanciata ieri a Pontida da Umberto Bossi. Una boutade padana che, in un momento come questo, riesce ad avere l'effetto di mandare in aria il partito di Berlusconi.
Con il primo cittadino che invoca l'intervento di Alfano. E il capogruppo Cicchitto che gli risponde invitandolo a occuparsi dei problemi della Capitale. Ma il caos non riguarda solo i vertici.
Dall'Emilia Romagna spunta una fronda di amministratori locali, capeggiata dal consigliere regionale Andrea Leoni (classe 1971), che avanza richieste direttamente al coordinatore nazionale Angelino Alfano. E pretende pulizia nelle candidature, tempi certi per i mandati politici. "Le proposte di riforma – dice Leoni – sono l’unico modo per garantire il ricambio generazionale e premiare la cosiddetta gavetta".
