16 giugno 2011
Sono gli esponenti del PdL i primi a chiederlo.
Ma cosa succederebbe?
“Silvio, dimettiti”: ieri a Caterpillar, storico programma di Radio 2, la linea aperta di Cirri&Solibello ha dato parola agli esponenti locali del Popolo delle Libertà: amministratori comunali, consiglieri, assessori.
La domanda era chiara: “Cosa deve fare adesso Silvio per riprendersi?”; la risposta, altrettanto chiara e data da molti di essi, era: “Si deve dimettere”. Proprio così.
PURGATORIO ELETTORALE – L’esempio che più di un esponente del partito conservatore italiano ha portato è stato, ovviamente, quello dell’esperienza dell’Unione, del Governo Prodi, finito ingloriosamente dopo due anni di quello che persino gli attuali esponenti del centrosinistra definiscono malgoverno. Un lavacro di opposizione, un giro di serie B utile a ricaricare le batterie e riavviarsi verso una splendida vittoria. Un po’ di riposo, insomma, che secondo la classe dirigente locale del PdL sarebbe utile a ritornare in forze pronti a raccogliere nuovamente il testimone del governo. D’altronde i sondaggi parlano chiaro: il centrodestra, attualmente, non è più maggioranza nel paese, il terzo polo veleggia verso consensi a doppia cifra, e il centrosinistra supera l’asse PdL-Lega. Insomma, il momento storico non arride a Silvio Berlusconi, la sua parabola politica sembra al termine, i suoi stessi amministratori gli consigliano di passare mano.
SILVIO SI DEVE DIMETTERE – Funzionerebbe? Chissà. Certo la praticabilità di un tale approdo passa inevitabilmente per le dimissioni di Silvio Berlusconi, che dovrebbe recarsi al colle, magari dopo il voto di verifica parlamentare atteso per le prossime settimane, per certificare la mancanza di una maggioranza a suo sostegno: improbabile. Nonostante il cambiamento nel paese, in Parlamento PdL e Lega detengono ancora la maggioranza: ma ipotizziamo che Silvio si dimetta, consegnando il mandato nelle mani di Giorgio Napolitano. Cosa succederebbe? Realisticamente il capo dello Stato riaffiderebbe il mandato proprio a Berlusconi, per verificare se non possa riottenere la sua maggioranza. Ma ipotizziamo, ancora, che PdL e Lega sconfessino il proprio leader.
NUOVO GOVERNO O ELEZIONI – Si aprirebbe la strada per un governo tecnico, magari con l’appoggio delle attuali opposizioni: ma dati i numeri alla Camera, l’entrata in carica di un nuovo esecutivo dipenderebbe integralmente dalla volontà della Lega, che ha i numeri per condizionare la nascita di un nuovo governo: senza i voti del Carroccio (o degli esponenti di Iniziativa Responsabile) nessun esecutivo diverso da quello attuale ha i numeri per rimanere in piedi.
Elezioni anticipate? E’ l’approdo meno probabile: realisticamente, infatti, nell’attuale Parlamento c’è spazio per rintracciare una maggioranza, quale che sia, e il compito del capo dello Stato è appunto quello di dare un governo legittimato dalle Camere al paese. Se si aprisse lo scenario elettorale, però, probabilmente ora come ora Berlusconi non vincerebbe le elezioni: tuttavia, la coalizione di centrosinistra non sembra ancora in grado di sopportare la sfida del governo: e così, i pronostici degli esponenti del PdL intervistati da Caterpillar potrebbero davvero realizzarsi.
