Alla fine tutto si riduce alla richiesta di quattro ministeri al Nord.
Polllici versi, minacce, indisponibilità a prendere altre sberle... Tutti titoli per i giornali e qualche carotina per il popolo leghista che, fatta salva una quasi caduta dal palco di Maroni, a Pontida ieri non ha ricevuto alcuna sorpresa. (Soliti) Insulti, (solita) Roma ladrona, (soliti) avvertimenti, (solita) secessione invocata, ma alla fine niente strappi con Berlusconi e il minimo delle richieste.
Altrimenti? Altrimenti ci arrabbiamo, grida (o meglio bofonchia) il Senatur. «Fratelli padani preparatevi - dice dal palco - da adesso in avanti torna prepotente l'azione per la libertà e l'indipendenza della Padania». Il popolo padano intanto scarta panini e applaude. Bossi non scherza comunque, se non lascia Berlusconi è per non darla vinta alla sinistra, ma sappia il cavaliere che «Non è detto che staremo con Silvio alle prossime elezioni. La sua premiership può finire». Eh già.
L'unica piccola novità, che già ci era stata anticipata sono i quattro ministeri da spostare nel Nord. Una roba che non convince neanche tutta la base. «Ma che facciamo, ci portiamo Roma ladrona a Milano?» si chiede qualcuno. Li vogliamo anche al Sud e nelle isole rilancia Scilipoti.
Una proposta che fa scattare l'orgoglio ferito alla romacapoccia di Alemanno e Polverini. “Mai” dicono i due all'unisono come poche volte.
Calmatevi, è solo show risponde La Russa. Sì, è solo un pessimo e avariato show.
