Le ultime vicende che riguardano il premier, i due rinvii a giudizio nel processo Ruby, scatenano l’opposizione che parte in pressing chiedendo in tutti i modi le dimissioni del premier.
Di Pietro propone l’election day, unendo la chiamata alle urne per il referendum contro il legittimo impedimento con il ballottaggio delle prossime elezioni amministrative.
E' questa l'iniziativa con cui l'Italia dei valori replica alle parole di Berlusconi, che si definisce affatto preoccupato dagli sviluppi della vicenda giudiziaria che lo vedono protagonista.
"Si può votare nello stesso giorno", rassicura Antonio Di Pietro, così "gli italiani avranno finalmente la possibilità di mettere fine al berlusconismo".
"Perché il referendum sul legittimo impedimento è un plebiscito contro Berlusconi. Se passa, il Parlamento e Napolitano dovranno considerare chiusa la legislatura".
A mettere pressione al premier è anche il Pd che ha annunciato proprio oggi di aver inviato alle famiglie italiane "oltre quattro milioni di moduli per raccogliere le firme per le dimissioni di Silvio Berlusconi, accompagnati da una lettera del segretario del Pd, Pier Luigi Bersani".
"L'iniziativa del Partito democratico servirà a sostenere una mobilitazione straordinaria, la quale consentirà ai cittadini di porre la firma e di rendersi a loro volta protagonisti della raccolta delle firme per le dimissioni del presidente del Consiglio L'obiettivo è di mettere insieme tutte le firme raccolte per portarle a palazzo Chigi il giorno 8 marzo. Considerata la forte adesione degli italiani all'iniziativa che il Pd ha promosso in ogni città d'Italia e anche tra gli italiani all'estero, tutto lascia prevedere che potrebbe essere addirittura superata la meta dei dieci milioni di firme".
"Berlusconi, spiega Bersani, è l'unico al mondo a non essere preoccupato, il che dimostra il fatto che egli è 'irresponsabile' poiché non capisce le conseguenze per il Paese della sua permanenza al governo". Per questo è necessario che compia un passo indietro".
