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ieri, oggi e domani

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24 feb 2011

Libia - Rais accusa Bin Laden e minaccia stop petrolio. Gheddafi parla in tv via telefono: rivolta farsa. Gheddafi sta preparando aereo per la fuga.



Napolitano: nessun veto dell'Italia a sanzioni Ue. 
Giorgio Napolitano apre alle possibili sanzioni da parte dell’Europa ai danni della Libia. ”Non c’è nessun veto da parte dell’Italia, in sede Ue si potrà ben discutere circa le sanzioni”, ha detto Napolitano nel corso della sua visita in Germania.

”Assieme a questo impegno della Ue più ampio, bisogna fronteggiare – sostiene Napolitano – l’emergenza dei profughi e avviare azioni di cooperazione allo sviluppo nel Nord Africa, concentrando l’impegno per la soluzione del conflitto in Medio Oriente. Perchè tutto questo è alla base di ciò che in queste settimane è avvenuto”.
Secondo Napolitano, poi, ”la situazione libica è particolarmente grave anche rispetto a quanto avvenuto in Tunisia e in Egitto, dove i leader contestati hanno ceduto il potere. In Libia abbiamo assistito ad una reazione più violenta e più cieca, con una spietata repressione”.
Le sfide che scaturiscono dalla situazione in Nord Africa in campo energetico e migratorio ”sono sfide e responsabilità che coinvolgono tutta la Ue nel suo insieme e non singoli paesi maggiormente esposti”, ha proseguito Napolitano.
”Le evoluzioni della situazione internazionale – spiega – portano alla conclusione che dobbiamo essere più decisi e conseguenti sulla linea dell’unità europea”.
”Occorre agire presto: l’Ue deve essere più unita e più rapida nelle sue azioni. Spero nel rilancio dell’impegno della Ue per lo sviluppo della sponda sud del Mediterraneo. Questo – puntualizza – è il solo modo per soddisfare l’esigenza di sviluppo di immense popolazioni che sono rimaste ai margini del processo di globalizzazione”.
Nella giornata di mercoledì, fonti diplomatiche Ue, al termine della riunione del Comitato per la politica e la sicurezza dell’Unione europea, avevano spiegato che ”c’è forte volontà e unità tra i 27 paesi europei per prendere ulteriori misure, intese come sanzioni, nei confronti del regime libico”.

Nuovo discorso del rais. Stavolta parla in tv via telefono e accusa: richieste dei ribelli dettate da bin Laden. Poi minaccia: stop al petrolio se la situazione peggiora. 



'Terminal petroliferi in mano ai rivoltosi'. Lo affermano abitanti di Bengasi.

Gheddafi intanto sarebbe asserragliato con una decina di uomini della sicurezza a lui fedeli in un bunker sotterraneo della caserma di Bab al Aziziya, sobborgo meridionale di Tripoli. Ma si fanno sempre più insistenti le voci di una sua imminente fuga dal Paese.

Offensiva militare delle forze fedeli a Gheddafi stamani nella città di Zawia con i testimoni che parlano di un nuovo massacro. Al Arabiya parla di centinaia di vittime. 
Un testimone riferisce di un attacco alla capitale "imminente" con la tribù dei Warfalla che starebbe arrivando dalla Cirenaica. Per il New York Times intanto nella città si sarebbero radunati migliaia di mercenari e fedelissimi al rais.

Violenti combattimenti in corso a Misurata. Il centro cittadino sarebbe ancora in mano ai ribelli anti-regime.
E al largo di Misurata sono arrivate le navi militari italiane che dovranno prelevare alcuni lavoratori ancora bloccati nel paese. In corso le operazioni di rimpatrio di alcune decine di cittadini italiani ed europei a bordo di un C130 dell'Aeronautica militare. Secondo quanto si e' appreso, un altro C-130 dell'Aeronautica italiana si trova attualmente all'aeroporto di Tripoli. Alitalia ha sospeso i voli. 



Il ramo nordafricano di Al Qaida (Aqmi) si è schierato a fianco dei dimostranti. La Ue si tiene pronta per un intervento militare umanitario: 'opzione possibile'. Napolitano: nessun veto dell'Italia a sanzioni dell'Ue. Putin: preoccupati per conseguenze sul Caucaso del Nord.

Oggi fonti mediche parlano di 7.000 vittime in costante aumento. Ong: esponenti dei "comitati rivoluzionari" al soldo di Gheddafi fanno irruzione negli ospedali di Tripoli e uccidono i feriti che hanno manifestato contro il regime.

GHEDDAFI: È COLPA DI BIN LADEN - "Questa gente non ha richieste. Le loro richieste vengono dettate da Bin Laden. I vostri figli sono manipolati da Bin Laden". Lo ha detto il leader libico Gheddafi al telefono con la tv libica. "Se volete questo caos siete liberi. E se volete continuare a combattere fra loro, continuate pure": è quanto ha detto Gheddafi rivolgendosi agli abitanti di Zawia, a ovest di Tripoli, teatro di violenti scontri tra lealisti e rivoltosi. "Bin Laden ha distribuito delle pillole stupefacenti e droghe agli abitanti di Zawya per combattere contro il nostro caro Paese".
La rivolta in Libia "é una farsa alla quale dovremmo porre fine, una farsa portata avanti dai giovani" che "vengono manipolati anche attraverso l'uso di droghe", ha detto Gheddafi, minacciando: "Se la situazione peggiorerà si interromperanno i flussi di petrolio".
Nel suo discorso tv in collegamento telefonico con l'emittente di Stato, il leader libico Muammar Gheddafi ha messo in guardia da un "intervento militare americano" in Libia "con la scusa di combattere al Qaida".



COMAI: “GHEDDAFI PREPARA AEREO PER FUGA” - "Gheddafi sta facendo preparare il suo aereo privato per partire e lasciare la Libia". Lo sostiene il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi che parlando con l'ANSA cita fonti "molto, molto attendibili". Gheddafi "sta facendo caricare sull'aereo gran parte dei suoi tesori, in particolare oro. E sembrerebbe intenzionato ad andare in un paese amico in Africa".

"A seminare il terrore tra la gente a Tripoli sono le 'squadre della morte': uomini assoldati dagli stessi militari, su ordine del governo, che girano in strada con caschi e vestiti gialli. Hanno il compito di reprimere le proteste e lo fanno entrando nelle abitazioni, dove seminano il panico, picchiano gli uomini e violentano le donne", riferisce sempre il Comai.


MEDICO BENGASI, "NOI SOMMERSI DA FERITI" - L'ospedale maggiore di Bengasi, seconda città della Libia, è stato "sommerso" la settimana scorsa dal numero dei feriti ricoverati, ha affermato all'agenzia Afp un medico anestesista rimpatriato ieri dal Paese. "L'afflusso dei feriti - ha detto il dottor Naceur Benarab, che ha lavorato al Bengasi American Center fino a domenica, prima di venire rimpatriato prima a Tripoli, poi in Francia - è iniziato quando gli altri ospedali erano pieni. Siamo stati sommersi". Il maggior numero di feriti "era stato preso da pallottole, o schiacciato dalle vetture dei miliziani che entravano a tutta velocità fra la folla". A Bengasi, "ho visto camionette piene di gente che brandiva fucili e asce", ha raccontato il medico. "All'inizio, i feriti erano stati presi alla testa, al torace e all'addome. Poi le pallottole hanno mostrato ferite nel basso del corpo", una maniera, secondo il dottore, di colpire gravemente senza però uccidere, per controllare il movimento di rivolta in atto: "In una società tribale come la Libia, dove regna il diritto secolare, ogni volta che ci sono dei morti, si rafforza il rango dei manifestanti".


NYT, GHEDDAFI AMMASSA TRUPPE A TRIPOLI - Migliaia di mercenari e fedelissimi armati stanno raggiungendo Tripoli nell'apparente tentativo del leader Muammar Gheddafi di assicurare la difesa della capitale libica. Lo scrive il New York Times. Il rais "ha richiamato" le forze speciali guidate dai figli, segmenti dell'esercito fedeli alla sua tribù e i loro alleati, mercenari africani addestrati in questi anni e che hanno probabilmente già combattuto in Sudan, spiega il quotidiano statunitense. La presenza di queste forze è visibile nella capitale, dicono i testimoni citati dal Nyt: "Sembra la Somalia", dozzine di posti di blocco sono stati istituiti sulle strade principali da mercenari e uomini in borghese. "Chiedono non solo i documenti, ma anche di dimostrare il proprio sostegno a Gheddafi, altrimenti sono problemi", ha raccontato un testimone.



FONTI MEDICHE, MORTI IN COSTANTE AUMENTO  - "La cifra stimata finora dai diversi medici riguardo ai morti in Libia, a seguito delle repressioni del governo di Mummar Gheddafi, è tra i 7.000 e 10.000 morti, ma se il massacro continua si rischia di superare i 12.000 nelle prossime ore". A riferirlo all'ANSA è il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia.



LA RUSSA, MISSIONE PACE NON PRESA IN CONSIDERAZIONE - Una missione di pace in Libia "al momento non è nemmeno presa in considerazione". Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, rispondendo alla Telefonata di Maurizio Belpietro, durante Mattino Cinque, su Canale 5. "Di questo - ha affermato la Russa, con riferimento ad una possibile missione di pace - non abbiamo mai neanche lontanamente parlato. Non credo che sarà ipotizzata perché non credo che siamo nelle condizioni in cui le missioni di pace siano mai state attuate. Però - ha aggiunto - se la situazione si evolvesse, tutto, naturalmente, si può modificare". Tuttavia, ha ribadito, "al momento non l'abbiamo mai presa in considerazione".