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ieri, oggi e domani

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25 feb 2011

Londra-Parigi: “Sanzioni”. Insorti verso Tripoli.



Ue: misure per far uscire Paese dalla violenza. Tv di Stato: aumento stipendi e sussidi per cibo.

Assediato a Tripoli, probabilmente in un bunker sotterraneo, Gheddafi ieri in una telefonata trasmessa in tv ha tuonato contro al Qaida: c'è Bin Laden dietro i disordini. 

All'11/mo giorno della rivolta in Libia, è incerto il bilancio delle vittime, che oscilla fra le 300 dichiarate ufficialmente fino alle oltre 10mila indicate da altre fonti. 
La tv di Stato oggi ha annunciato aumento di stipendi e sussidi per il cibo.

Intanto i dimostranti anti-regime consolidano le loro posizioni e stringono il cerchio attorno a Tripoli, dove un gruppo di giornalisti italiani è stato fermato a un posto di blocco di miliziani governativi sulla strada dell'aeroporto e uno di loro è stato malmenato. I reporter sono stati poi rilasciati. Oggi prevista imponente dimostrazione a Tripoli.

In Cirenaica, nell'est, l'opposizione afferma che i principali terminal petroliferi, Ras Lanuf e Marsa El Brega, sono nelle sue mani, anche se ieri Gheddafi ha minacciato l'Occidente di bloccarli. Gli oppositori vogliono "liberare" Tripoli e la situazione rischia di precipitare. Gli Usa, ai quali ieri Gheddafi ha inviato un messaggio, hanno fatto sapere che "vogliono agire in fretta" e, secondo Le Monde, non è escluso un loro intervento militare.
Telefonata nella notte tra Obama e Berlusconi: serve risposta coordinata. Parigi e Londra propongono al Consiglio di sicurezza dell'Onu sanzioni per la Libia. Convocata riunione d'emergenza della Nato. L'Ue ha dichiarato che prenderà delle "misure" per fare uscire la Libia dalla violenza al più presto.

FRANCIA E GB A ONU, RISOLUZIONE PER EMBARGO - La Francia e la Gran Bretagna hanno proposto al consiglio di sicurezza dell'Onu un progetto di risoluzione sulla Libia che prevede "un embargo totale sulle armi", "sanzioni" e di affidare al tribunale penale internazionale l'inchiesta per crimini contro l'umanita". Lo ha detto il capo della diplomazia francese Michele Alliot-Marie.

SEGRETARIO GENERALE NATO, OGGI RIUNIONE EMERGENZA - Il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen ha convocato per oggi una riunione d'emergenza sulla Libia. "Ho convocato una riunione di emergenza per oggi pomeriggio per consultazioni sulla situazione in Libia. Per cui ritornerò a Bruxelles tra poche ore", ha detto Rasmussen durante la sua visita a Budapest. "Prima della riunione incontrerò i ministri della Difesa Ue e discuterò con loro su come possiamo aiutare in modo pragmatico coloro che ne hanno bisogno e limitare le conseguenze di questi eventi", ha aggiunto. Il segretario generale della Nato ha precisato che le priorità devono essere l'evacuazione ed eventualmente l'assistenza umanitaria. "E' un po' prematuro entrare nei dettagli, ma la Nato ha i mezzi che possono essere utilizzati in situazioni del genere e l'Alleanza Atlantica può agire come coordinatore se e quando uno stato membro individuale vuole agire", ha detto ancora Rasmussen.

TV STATO, AUMENTI STIPENDI E SUSSIDI PER CIBO  - Il governo libico ha aumentato gli stipendi, alzato i sussidi per il cibo e ordinato indennità speciali per tutte le famiglie. Lo riferisce la televisione di stato. Secondo la televisione ogni famiglia riceverà 500 dinari libici (pari a 290 euro) per coprire l'aumento del costo del cibo, mentre gli stipendi di alcune categorie di dipendenti pubblici aumenteranno del 150%.
OBAMA-BERLUSCONI, SERVE RISPOSTA COORDINATA - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, sono d'accordo: in Libia è necessaria una risposta multilaterale coordinata, per garantire da un lato l'adeguata "assistenza umanitaria", dall'altro "i diritti umani fondamentali", perché "il popolo libico ha diritto di determinare il proprio destino". In questi termini la Casa Bianca ha reso noto i contenuti di un colloquio avuto ieri tra Berlusconi e Obama, per cercare di trovare una soluzione alla crisi libica. Obama e Berlusconi sono stati al telefono una ventina di minuti. Il presidente americano nel corso della giornata si è confrontato anche con il presidente francese, Nicholas Sarkozy, e con il premier britannico, David Cameron. La determinazione comune di Usa, Francia, Gran Bretagna e Italia - ha riferito la Casa Bianca - è quella di mantenere sulla Libia consultazioni costanti e continue, in modo tale da coordinare l'intervento sia per quanto riguarda gli aiuti umanitari, sia per quanto riguarda "il diritto del popolo libico a determinare il proprio destino". Palazzo Chigi ha riferito che Berlusconi e Obama hanno concordato di continuare a tenersi "strettamente in contatto, consultandosi e lavorando insieme", per fronteggiare la crisi e le sue possibili conseguenze. Nel riferire delle consultazioni di Obama con gli altri leader, la Casa Bianca ha precisato che è "necessario e urgente" coordinare gli sforzi "e fare in modo che ci sia la responsabilità adeguata". Nei distinti colloqui, Obama, Berlusconi, Sarkozy e Cameron "hanno affermato il loro forte sostegno ai diritti universali del popolo libico, compresi quelli di libertà di assemblea e di opinione". "I leader - prosegue la nota della Casa Bianca - hanno anche discusso di una serie di opzioni che sia gli Stati Uniti sia i Paesi europei stanno mettendo a punto per ritenere il governo libico responsabile delle sue azioni".