Per riuscire a bloccare i magistrati a Silvio Berlusconi servono almeno altri nove deputati. Un sondaggio rivela: il 30% dei fedeli si vergogna dell'Italia all’estero, il 28% prova ripulsa per il premier, solo il 26% dà la colpa ai magistrati. Fini attacca: "Il premier usa il suo potere economico". Il Pdl pensa alla piazza per il 26 marzo.
Il presidente del Consiglio ha fatto ripartire la campagna acquisti di parlamentari, che già gli aveva permesso di salvare in corner l’esecutivo il 14 dicembre scorso. All’epoca furono gli Idv Razzi e Scilipoti, l’ex Pd Calearo, i finiani (poi confluiti nei Responsabili) Moffa e Polidori. Ora siamo alla seconda ondata. C’è chi si proclama con orgoglio “trasformista”, chi si rimangia campagne e fiumi di inchiostro sulle nefandezze della “mignottocrazia”. E poi c’è un partito, quello del presidente della Camera, che si sta squagliando. Anche a causa delle scelte “antiberlusconiane” del suo leader Gianfranco Fini, che oggi ha denunciato lo strapotere economico dell’ex alleato. Per ora la diaspora sta avvenendo al Senato, ma è di tutta evidenza che le turbolenze interne esistano, eccome, anche al Montecitorio. Tutti punti in più per il Cavaliere che sta ritrovando una maggioranza motivata, se non da convinzioni ideologiche, almeno dalla convenienza (personale e politica) di non andare al voto. Ma gli elettori potrebbero essere meno convinti, soprattutto quelli cattolici. Una rilevazione Swg fotografa il loro sconforto. Intanto le gerarchie vaticane restano tiepide. Ma l'ansia per il deteriorarsi della situazione è arrivata anche a San Pietro.
