18.45 – Forze di sicurezza presidiano autostrada verso Tripoli
Polizia e militari stanno presidiando con numerosi posti di blocco l’autostrada che collega l’aeroporto di Mitiga alla capitale libica, Tripoli. Lo sostiene la Reuters citando un testimone. “La strada è piena di militari e di agenti di polizia armati di kalashnikov, e tutti gli incroci sono presidiati”, dice la fonte. “Chiedono agli autisti di aprire i portabagagli, e mostrare cosa trasportano all’interno dei veicoli – aggiunge -. E’ molto, molto difficile muoversi”. Precedentemente alcuni residenti avevano parlato di una manifestazione anti-regime con migliaia di persone nei pressi di Mitiga.
18.44 – Diversi ambasciatori libici con la rivolta
Durissimo colpo dall’estero per il regime di Muammar Gheddafi, con gli ambasciatori libici nei più importanti Paesi europei (tra cui l’Italia) e alle Nazioni Unite che prendono le distanze dal colonnello in queste ore assediato a Tripoli e si schierano con i ribelli. In un documento congiunto Hafed Gaddur (ambasciatore in Italia), Abdurrahman Shalgam (all’Onu), Omar Jelban (in Gran Bretagna), Salah Zarem (in Francia), Al-Egieli Al Breni (in Spagna), Gamal Barq (in Germania) e i loro colleghi in Grecia e a Malta si appellano al popolo libico “in lotta”: “Popolo nostro – si legge nel documento – in questi momenti noi siamo con te, noi non ti abbandoneremo e ci impegneremo al massimo per servirti” come “soldati leali al servizio dell’unità nazionale, della libertà e della sicurezza” della Libia. “Noi rimarremo al nostro posto per servire il nostro popolo nei Paesi in cui siamo, nei quali rappresentiamo il popolo libico. Dio abbia misericordia dei martiri del popolo libico”, concludono gli ambasciatori.
18.35 – Comitato 17 febbraio: “Gheddafi vuole bagno di sangue”
“Gheddafi incita la gente a prendere le armi dai depositi perché vuole che finisca in un bagno di sangue”. Lo ha detto da Bengasi ad Al-Jazeera un membro del comitato 17 febbraio che ha dato il via alla rivolta.
18.26 – Testimone: “Milizie Gheddafi fanno sparire cadaveri”
”Le milizie di Gheddafi prelevano i cadaveri e i feriti dagli ospedali e li bruciano, si sbarazzano dei corpi per nascondere al mondo le prove delle uccisioni”. A riferirlo è un testimone che vive a Tripoli.
17.57 – Ansa: “Aeroporto Mitiga sotto il controllo dei governativi”
La base aerea militare di Mitiga a Tripoli è sotto il controllo delle forze governative. Lo ha verificato sul posto l’inviato dell’Ansa. L’emittente televisiva Al-Jazeera aveva annunciato che l’aeroporto internazionale era stata conquistata dai ribelli. La base, utilizzata per i voli militari e alcuni collegamenti interni, è presidiata da militari e poliziotti.
17.51 – Gheddafi compare in piazza Verde e arringa i suoi sostenitori
Muammar Gheddafi è comparso sulla piazza Verde a Tripoli, lo mostra la televisione di Stato. ”Preparevi a difendere laLibia”, ha detto Muammar Gheddafi, rivolgendosi a una folla di suoi sostenitori. ”Chi non mi ama non merita la vita, sarà un inferno”. E ancora: “Voi siete il popolo, preparatevi a difendere il paese. Proteggete la Libia e i suoi giacimenti di petrolio. La battaglia della jihad ci ha permesso di sconfiggere la colonizzazione italiana e il popolo armato può sconfiggere ogni attacco. “Abbiamo costretto l’Italia a pagare gli indennizzi per la colonizzazione, voi siete i figli di Omar al-Mukhtar, avete vinto contro l’Italia. Guardate Europa e America, guardate terroristi, cosa è capace di fare il popolo libico è questo il popolo libico, è questa la rivoluzione, il jihad degli eroi come al-Mukhtar. Rispondete alle tv e alle radio della menzogna – ha aggiunto – I depositi di armi sono aperti perarmare il popolo e assieme combatteremo, sconfiggeremo e uccideremo chi protesta”. Il Raìs ha concluso salutando la folla: “Guardate, sono tra voi: ballate, cantate e siate felici”.
17.35 – Contatti tra personalità dell’est e dell’ovest per la nuova leadership
Contatti sono in corso tra personalità dell’est e dell’ovest della Libia (di fatto divisa in due dopo che i rivoltosi hanno ‘liberato’ gran parte delle regioni orientali) per trovare un accordo sulla possibile leadership del Paese nel caso si concretizzino le voci che si rincorrono su una possibile imminente caduta del raìs. Lo riferisce Al-Jazeera. Sono in corso colloqui tra “personalità dell’est e dell’ovest della Libia per la formazione di un organo che governi il Paese”, riferisce la tv panaraba.
17.30 – Fonti mediche: “Decine di morti a Tripoli”
Ci sono decine di morti e feriti nei violenti scontri tutt’ora in corso in molte zone di Tripoli. Lo ha riferito una fonte medica a Al-Jazeera.
17.05 – Al-Jazeera: “Gheddafi controlla solo il suo bunker”
Il leader libico Muammar Gheddafi controlla a Tripoli solo la sua caserma-bunker di BabAl-Azizia, in cui risiede. E’ quanto sostiene l’emittente satellitare al-Jazeera, che cita fonti giornalistiche nella capitale libica.
17.01 – Insorti su Twitter: “Oggi la Libia sarà libera”
Si moltiplicano su Twitter le cronache delle rivolte di Tripoli e gli slogan degli insorti contro Gheddafi. “Oggi Tripoli è la Libia e la Libia oggi sarà libera”, scrive sul microblogging il Libyan Youth Movement che segue da dentro e fuori il Paese gli sviluppi della rivolta. Mentre, secondo un altro testimone, oltre all’aeroporto della capitale, anche l’area di “Suk al-Juma è ormai fuori dal controllo del regime”. Altri testimoni invece raccontano che in “50mila starebbero marciando insieme ai militari dalla zona di Tajoura al centro di Tripoli”, dove la situazione “è molto critica, con un alto numero di feriti e cure mediche non sufficienti”. Tripoli oggi “ha bisogno di aiuto”, scrive ancora il gruppo Libyan Movement che, in occasione della protesta, ha anche aperto un sito online ad hoc per raccogliere testimonianze e video dai luoghi degli scontri.
16.40 – Al-Arabiya: “50mila manifestanti diretti verso il centro di Tripoli”
Sarebbero circa 50mila i manifestanti che dal quartiere periferico di Tajura si stanno dirigendo verso il centro di Tripoli. Lo riferiscono testimoni citati dalla tv satellitare ‘al-Arabiya’. Intanto nella Piazza Verde della capitale libica qualche migliaio di persone sta manifestando in sostegno al regime di Muammar Gheddafi. La manifestazione dei sostenitori di Gheddafi è seguita in diretta dalla tv di stato libica.
16.28 – Comai: “In 30mila verso il bunker di Gheddafi
”Circa 30 mila manifestanti sono concentrati a Piazza Algeria e sono diretti verso il bunker di Ghedafi che si trova nel quartiere Bab el Zizia a circa due chilometri da Piazza Algeria”. Lo riferisce all’Ansa il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi, che è in costante contatto, da Roma, con alcuni testimoni in Libia ed esponenti arabi in Europa.
Scontri a Tripoli
Intanto in diverse zone della città le forze fedeli al regime hanno aperto il fuoco sui manifestanti a Tripoli, uccidendo almeno sette persone e provocando decine di feriti. A quanto riferisce Al-Jazeera, i manifestanti hanno preso il controllo dell’aeroporto internazionale di Mitiga (notizia poi smentita dall’Ansa). Le forze di Gheddafi hanno sparato sui civili, e le milizie pro-regime hanno fatto irruzioni nelle case uccidendo tutte le persone che trovano, secondo la testimonianza di un giornalista in diretta telefonica su Al-Jazeera: “E’ una vera carneficina”, ha detto. Secondo quanto riferito da un giornalista libico, la brigata dell’esercito schierata nel quartiere Tajura di Tripoli si è unita ai manifestanti e ha marciato verso piazza Verde, dove era in corso una manifestazione pro-Gheddafi, con 7.000-8.000 persone.
Una manifestazione anti Gheddafi è stata subito repressa dalla polizia alla fine della preghiera del venerdì nella moschea di piazza Algeria, nel centro di Tripoli, a pochi passi dalla Piazza Verde. Poco dopo la fine della preghiera, circa 200 manifestanti si sono radunati davanti alla moschea e hanno cominciato a gridare slogan islamici e contro Gheddafi. Subito i poliziotti in divisa e i miliziani in borghese che presidiavano la zona sono intervenuti e si sono sentiti numerosi spari, non è chiaro se in aria o contro i manifestanti, e c’è stato un fuggi fuggi generale. Uno dei dimostranti è però riuscito ad avvicinare un gruppo di giornalisti italiani che era sulla piazza e ha riferito che manifestazioni come quella erano in programma in tutte le moschee della capitale libica.
La famiglia di Gheddafi: “Resteremo fino alla morte”
La famiglia di Muammar Gheddafi vuole restare in Libia fino alla morte: lo ha detto Saif al-Islam, il secondogenito degli otto figli del colonnello, intervistato dalla Cnn turca. “Il piano A è di vivere e morire in Libia, il piano B è di vivere e morire in Libia, il piano C è di vivere e morire in Libia”. Nel suo disperato tentativo di rimanere al potere, arroccato nel suo bunker a Tripoli, Gheddafi fa affidamento sui figli e sulla cerchia più ristretta del suo entourage, i cui destini personali sono legati alla sopravvivenza del colonnello. I figli maschi che per anni si sono contesi l’influenza nella speranza un giorno di sostituire il padre, secondo gli analisti, attualmente hanno messo da parte le gelosie nel tentativo di salvare il padre e se stessi. Il secondogenito è apparso negli ultimi giorni per due volte in tv per esortare i libici a scendere in piazza contro i dimostranti; Saadi, ex giocatore di calcio professionista, ha guidato le contro-misure per sedare la rivolta nella parte orientale del Paese; Mutassim è consigliere per la sicurezza nazionale, mentre Khamis è l’uomo che guida una delle forze d’elite dell’esercito, la 32esima Brigata (la stessa che ha combattuto ed è stata sconfitta a Misurata).
Misurata in mano alla rivolta
Sul fronte del conflitto è arrivata la conferma che le milizie anti-governative libiche hanno preso il controllo della città costiera Misurata, situata a meno di 200 km da Tripoli, dopo aver respinto una “violenta” controffensiva. Le informazioni sulla situazione di Misurata sono state a lungo confuse. Gli oppositori di Gheddafi avevano annunciato mercoledì di aver preso la città; i residenti avevano riferito che mercenari e soldati lealisti avessero lanciato una controffensiva, giovedì, poi respinta. “I manifestanti hanno sconfitto le forze di sicurezza e preso il controllo della citta’”, ha raccontato Mohamed Senoussi, 41 anni, “la situazione adesso e’ calma dopo 4 ore di intensa battaglia avvenuta nella mattina. Gli abitanti celebrano la vittoria e cantano “Dio e’ grande”. “I civili stanno adesso organizzando il traffico, ispezionando la gente per cercare armi; sono stati arrestati alcuni infiltrati che si ritiene provenissero da Tripoli”.
Bengasi, “manterremo gli impegni sul petrolio”
“Manterremo gli impegni presi dalla Libia con le compagnie petrolifere e per il funzionamento dei terminal petroliferi”. E’ quanto ha reso noto una non meglio specificata direzione temporanea dei rivoltosi libici che controllano la città di Bengasi, secondo quanto riferisce la tv satellitare al-Arabiya.
Tripoli promette aiuti al popolo e aumenti salariali
Il governo libico, che tenta disperatamente di aggrapparsi al potere e fronteggiare la rivolta popolare, ha deciso di aumentare i salari, concedere aiuti alimentari e assegni famigliari. Lo ha annunciato la televisione di Stato. Ogni famiglia – ha precisato l’emittente – riceverà 500 dinari libici (290 euro), per fronteggiare l’aumento dei prezzi del cibo e gli stipendi di alcune categorie del settore pubblico aumenteranno del 150%.
