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ieri, oggi e domani

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15 set 2011

Prima i veneti, poi gli altri. Gli italiani non sono più tutti uguali. E se la Sicilia adottasse le stesse norme? Intanto venerdì i leghisti venerano l’ampolla…



A Pian del re, sul Monviso, venerdì alle 12,30 in punto, due ministri della Repubblica, Umberto Bossi e Roberto Calderoli, presenzieranno al rito dell’ampolla, che consiste nel prelievo dell’acqua alla fonte del Po e la sua introduzione nella sacra ampolla.

Il rito si consumerà davanti a dei fedeli padani, che vi assisteranno, come sempre, con il cuore e la mente abitati dalla padania. La solennità dell’evento non toglierà nulla alla parte gioiosa della festa: l’ampolla del Po non è quella di s. Gennaro, ed attorno ad essa ci si rallegra ogni volta, sono quindici le cerimonie consegnate alla storia “padana”. Non ci si inginocchia né si prega, ma si fa festa.

Non mancano le buone ragioni. La crisi economica ripulisce i portafogli degli italiani, accorcia i servizi, manda all’aria le imprese, travolge le banche, ma non mette in forse i ministeri di Monza, né la sopravvivenza della padania. Stiamo mettendo in mare la scialuppa di salvataggio, l’Italia va a fondo, ma “la padania è preparata a restare a galla”, ha assicurato Bossi nei giorni scorsi.

Il Veneto è in prima linea nelle operazioni di messa in mare della scialuppa: la Commissione apposita presso il Consiglio regionale, con il placet del Pdl, ha votato una norma che taglia fuori i forestieri dai servizi sociali, dalle agevolazioni sul diritto allo studio, dalle assegnazioni di alloggi popolari grazie a criteri che privilegiano i veneti residenti da almeno quindici anni.

Che succederà se il consiglio regionale del Veneto verrà imitato dalle altre regioni? Dovrebbero fare la stessa cosa la Sicilia, la Campania e la Puglia? Il Piemonte ha preceduto il Veneto, ma senza esagerare, occupandosi delle borse di studio. Un assaggino.

Se si innesta un meccanismo di questo tipo, ammesso che sia legittimo innestarlo, alle conseguenze della crisi sulla pace sociale, si aggiungeranno gli egoismi leghisti con il loro effetto boomerang.

Da Bruxelles a Washington guardano all’Italia di Berlusconi e Bossi con sentimenti diversi, dall’amarezza al rammarico, dalla compassione allo sberleffo, dall’incredulità alla stizza. 

Siamo l’unico Paese al mondo in cui i secessionisti governano, sono ministerialisti e si aggrappano alle istituzioni come cozze, da Roma a Bergamo.