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ieri, oggi e domani

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2 set 2011

Manovra, «carcere per gli evasori milionari».




Oltre i 3 milioni di euro di imposta evasa o non versata scatterà lo stop alla sospensione del carcere che il giudice sinora poteva ordinare nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all'arresto per un tempo non superiore a due anni.

Lo si legge in uno degli emendamenti dell'ultimo pacchetto presentato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Per i delitti fiscali, si legge nel testo dell'emendamento, «qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a tre milioni di euro, non trova applicazione l'istituto della sospensione condizionale della pena», prevista nell'articolo 163 del codice penale.

L'articolo 163 del codice prevede che «nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all'arresto per un tempo non superiore a due anni, ovvero a pena pecuniaria che, sola o congiunta alla pena detentiva e ragguagliata a norma dell'articolo 135, sia equivalente ad una pena privativa della libertà personale per un tempo non superiore, nel complesso, a due anni, il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena rimanga sospesa per il termine di cinque anni se la condanna è per delitto e di due anni se la condanna è per contravvenzione».

I Comuni potranno pubblicare sui loro siti i «dati relativi alle dichiarazioni» dei redditi. Lo prevede un emendamento alla manovra del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e del relatore Antonio Azzollini.

Inotre salta il contributo di solidarietà del 5% per i redditi sopra i 90.000 euro e del 10% per i redditi oltre i 150.000. Restano in vigore le norme precedenti alla manovra di agosto che prevedevano una misura analoga (tetto agli stipendi e non prelievo Irpef) per i dipendenti del pubblico impiego e per i pensionati. Lo prevede un emendamento alla manovra del ministro dell'Economia Giulio Tremonti e del relatore Antonio Azzollini.

Dura la reazione del segretario del Pd, Bersani: «Adesso il governo fa la faccia truce con gli evasori ma so già che dietro questa faccia truce si preparano altri condoni», ha dichiarato il ledaer Pd interpellato sui contenuti della manovra a margine di un incontro con una delegazione dell'Anci. Rispetto all'ipotesi di sanatorie fiscali dice: «Noi ci metteremo di traverso. Adesso basta, le tasse si comincia a pagarle altrimenti questo Paese non si mette sulla strada giusta».
Ogni giorno nella manovra ne spunta una nuova, a dimostrazione del caos nel governo. Già da stanotte era circolata l'ipotesi di far scattare le manette agli evasori fiscali, tra le modifiche in discussione. Lo riferiscono fonti del Pdl alle agenzie di stampa. L'inasprimento delle sanzioni contro l'evasione fiscale, fino al ricorso del «deterrente penale», sarebbe in discussione, Berlusconi cerca di rassicurare i suoi – dopo la figuraccia sullo stop ritrattato al riscatto a militare e università - sul fatto che le coperture per le modifiche decise nel vertice di maggioranza ci sono e che al limite è sempre possibile ricorrere alla «scorta» di un aumento dell'Iva.



Ma c'è il rischio, molto concreto, che il provvedimento non arrivi alla discussione dell'aula all'inizio della settimana prossima. Lo dicono i capigruppo del Pd e dell'Ivd a palazzo Madama, Anna Finocchiaro e Felice Belisario, dopo aver incontrato il presidente del Senato, Renato Schifani. I capigruppo di Pd e Idv spiegano che l'opposizione non ha «nessun intento ostruzionistico, né di volontà di ritardare i lavori», ma chiede che il governo presenti immediatamente gli emendamenti al testo e il tempo per esaminare e sub emendare le proposte di modifica che arriveranno dalla maggioranza e dall'esecutivo.

«La manovra doveva arrivare in commissione lunedì, ma domani è giovedì e ancora non c'è traccia di emendamenti - ha detto Finocchiaro - quindi secondo me è possibile che il passaggio in aula possa slittare. Gli emendamenti dobbiamo leggerli, verificare le coperture e presentare i sub emendamenti, ci vorrà del tempo». La capogruppo del Pd ha ribadito che «c'è una forma di irresponsabilità del governo che annuncia accordi epocali sepolti da una risata 12 ore dopo». Belisario ha aggiunto che «le opposizioni non vogliono fare la parte dei figuranti, siamo in presenza di un governo pasticcione e fantasma. Un governo serio sarebbe già andato via. Adesso però dobbiamo poter avere il tempo per leggere ed approfondire gli emendamenti».


Nella maggioranza c'è chi vuole anche avanzare una proposta per un condono edilizio - un'autentica passione a destra - ma la strada che l'esecutivo intende intraprendere è per ora quella di ipotizzare solo un concordato fiscale. Ma Berlusconi stesso, sul quotidiano il Tempo, manda un messaggio a chi teme davvero una stretta su chi non paga le tasse come dovrebbe: «Non siamo per lo stato di polizia tributaria». Eppure l'ipotesi dell'arresto per gli evasori l'hanno fatta trapepelare esponenti della maggioranza. Un'ulteriore conferma di quanta confusione regni sotto il cielo tra Palazzo Chigi e gli altri ministeri, in testa quello dell'Economia.