Chioggia. Matteo Penzo, presente. Marco Dolfin, presente. Alla riunione dei capigruppo di mercoledì, in vista del consiglio comunale della prossima settimana, i rappresentanti della Lega Nord erano due. Ma quale fosse quello legittimo è questione ancora controversa.
«Matteo Penzo non può essere considerato consigliere della Lega - dice il commissario della sezione di Chioggia, Sandro Marangon - la segreteria provinciale si espressa: non fa parte del movimento». Penzo, ovviamente, è di tutt'altro avviso: «Sono stato eletto col simbolo della Lega Nord, assieme ad altri due consiglieri (Malaspina e Dolfin, ndr). L'investitura popolare non può togliercela nessuna segreteria provinciale. La maggioranza del gruppo (lui stesso e Malaspina, ndr) mi ha indicato come capogruppo e quindi lo sono». Quindi alla riunione si sono trovati tutti e due: Penzo con tanto di invito, Dolfin di sua iniziativa dopo un chiarimento col presidente del consiglio comunale. «Il segretario provinciale Paolo Pizzolato - dice Dolfin - ha consegnato le carte per ribadire che sono io il capogruppo della Lega e ho partecipato alla riunione. Il simbolo è di proprietà della segreteria provinciale che riconosce solo me. Gli altri restano consiglieri, ma non della Lega». Chiaro che qualcuno se ne deve andare: o Penzo e Malaspina, o Dolfin. «Io no di certo» dice quest'ultimo. «Dovrebbero costituire un gruppo misto» dice Marangon dei due «espulsi». Ma loro non ci pensano, anche perché Malaspina ha pendente un ricorso al Consiglio federale del partito che potrebbe rimetterlo in sella e Penzo è «fuori» dalla Lega, pur essendo solo simpatizzante, per l'appoggio dato a Malaspina. Toccherà al segretario generale del Comune, Maurizio Lucca, sbrogliare la matassa.
