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ieri, oggi e domani

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30 set 2011

Il Cav: «A casa mia solo escort, a sinistra sante».



Party con la Mussolini: «Vogliono farmi fare la fine di Bettino Craxi».

Baldoria senza eccessi. Per uno abituato ai bunga bunga quasi quotidiani, la festa di compleanno deve sembrare un giorno come un altro. Ma i  75 anni di Silvio Berlusconi meritavano giusta celebrazione: via col party, basta non esagerare.
Del resto «chiunque venga a casa mia viene schedata come una escort, anche se si tratta di premi Nobel o di un primo ministro. Le persone mie ospiti sono regolarmente intercettate mentre quando sono ospiti di personaggi della sinistra sono tutte delle sante». Parola di Silvio.
Per l'occasione anche la Bbc ha pensato al premier, dedicandogli un quiz.


I SORRISI GIUDIZIARI E POLITICI. Tirato un altro sospiro di sollievo per l'archiviazione dell'accusa di aggiotaggio («i giudici mi prendono di mira, ma io ho vinto 24 volte», aveva detto), il premier, che la mattina del 29 settembre non è andato al seminario al ministero del Tesoro inviando Gianni Letta come suo 'ambasciatore' alla riunione da tempo fissata dal ministro Giulio Tremonti, si è rifugiato nella sua residenza romana dove, intorno al'ora di pranzo, l'hanno raggiunto alcuni esponenti della maggioranza per un incontro a metà tra l'isituzionale e la festicciola privata.


PRESENTI I VERTICI DEL PDL E LA LEGA. A Palazzo Grazioli sono arrivati il segretario del Popolo della libertà Angelino Alfano, il coordinatore Sandro Bondi, il parlamentare e legale del premier Niccolò Ghedini, il leader di Forza Sud Gianfranco Micciché, il capogruppo dei deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto e il suo vice Massimo Corsaro.


LA GIORNALISTA TEDESCA CI PROVA CON LA TORTA. Oltre agli esponenti della Lega Nord, erano presenti anche il ministro della Difesa e coordinatore del Pdl, Ignazio La Russa, il Guardasigilli, Francesco Nitto Palma, il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, e il suo vice, Gaetano Quagliariello.
Tra i regali anche una torta al cioccolato con coccarda tricolore fatta personalmente da una giornalista tedesca, che l'ha portata in via del Plebiscito con la speranza di poter strappare un'intervista al premier.
C'è stato anche il tempo di un brindisi nel corso del vertice. Tutti i presenti hanno rivolto il loro augurio al Cavaliere che li ha ringraziati spiegando però di non festeggiare più il suo compleanno da quando ha compiuto 50 anni.


ACCELERAZIONE SULLA LEGGE ELETTORALE. Il Cavaliere ha regalato uno spunto sulle riforme in cantiere, almeno a quanto hanno riferito alcuni presenti durante il vertice di maggioranza a palazzo Grazioli: «Dobbiamo essere determinati ad andare avanti. C'è bisogno di imprimere una accelerazioni sulle riforme comprese quelle costituzionali e quindi anche la legge elettorale». Nel corso del vertice il premier avrebbe spiegato che se in Senato ci sarà la prima lettura della riforma istituzionale di Calderoli a quel punto si parlerà anche di legge elettorale. «A tutto questo», ha aggiunto ancora Berlusconi, «va legato il lavoro sulla delega fiscale».

La Mussolini ha organizzato la festa notturna
I bagordi del Cavaliere erano cominciati già nella serata del 28 settembre, per la verità, dopo aver testato la compattezza della sua maggioranza che ha respinto la mozione di sfiducia al ministro Romano.
Silvio Berlusconi ha lasciato Palazzo Grazioli in auto intorno alle 23. Salutati i cronisti che stazionavano in via del Plebiscito, è corso a festeggiare alla nottata organizzata da Alessandra Mussolini.


L'ENORME TORTA E LO SFOGO AMARO. Tanti gli ospiti che hanno brindato a mezzanotte con il presidente. È comparsa anche un'enorme torta con 75 candeline che il premier ha spento tra gli applausi dei presenti.
La Mussolini, raggiunta telefonicamente, per una questione di riservatezza ha preferito non parlare della festa organizzata in onore del premier. Berlusconi si è intrattenuto con diversi ospiti. Saluti, abbracci e sorrisi ma anche qualche battuta sulla situazione politica e quella personale.
Il presidente del Consiglio, hanno raccontato diversi presenti, si sarebbe sfogato sui giudici tornando a parlare di 'dittatura dei magistrati'. E ribadendo che dimostrerà la sua innocenza rispetto alle accuse che gli vengono riversate contro. 

Silvio come Bettino: «I magistrati vogliono farmi fare la fine di Craxi»
Nel suo giorno Berlusconi si è lasciato andare. Tutta la rabbia contro ciò che gli rema contro: la magistratura. «Di fronte ad una dittatura dei giudici è difficilissimo e addirittura inutile governare», ha detto il Cavaliere ai presenti.


«COSÌ È INUTILE GOVERNARE». Ce l'hanno tutti con lui, che subisce impotente: «Il presidente del Consiglio in questo Paese», ha proseguito il premier, «non ha nessun potere e anche quando viene promulgata una legge, se questa non piace a certi magistrati, loro fanno ricorso alla Corte costituzionale, un'istituzione di sinistra visto che la maggioranza dei suoi componenti è stata nominata dagli ultimi tre presidenti della Repubblica di sinistra».


«NESSUNO SULLA TOMBA DI TOGLIATTI E BERLINGUER». Insomma, l'obiettivo è farlo fuori. «Bettino Craxi è stata una grande guida per l'Italia tant'è vero che ogni anno 20 mila persone vanno a deporre garofani sulla sua tomba, questo non succede sulla tomba di Togliatti né di Berlinguer», ha detto Berlusconi in versione revisionista.
 «Eppure chi ora è nel Pd, ma all'epoca era nel Pci insieme a certi magistrati e a certa stampa, non gli ha permesso di tornare in Italia a curarsi, lo hanno ucciso».
Silvio come Bettino: «Quegli stessi magistrati vogliono farmi fare la stessa fine, perché se i pm sbagliano non pagano ma vengono promossi».


«IO, FUORICLASSE CONTRO IL DEFAULT». Infine spazio anche all'ottimismo: «Pensate se a guidare l'Italia ci fossero Bersani, Di Pietro e Vendola. Una squadra che non ha un fuoriclasse. Vedete invece il Milan che con Ibrahimovic vince la partita. Io sono un fuoriclasse che ha salvato l'Italia dal default preparato da Romano Prodi quando ha permesso il cambio lira-euro», si è auto-celebrato il premier.