Nuova "assenza" per Umberto Bossi. Il Senatur non è salito sul battello con a bordo una settantina di leghisti che oggi, come da tradizione, ha percorso il Po partendo da Mantova intorno alle 10:30 per arrivare alle 17:00 a Ro Ferrarese (Ferrara).
Ad attendere il "River Queen" con a bordo il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli e il capogruppo al Senato Federico Bricolo al suo arrivo al pontile del paesino sulla sponda destra del Po, c'erano non più di una quindicina di militanti della zona che, tra qualche, avevano preparato tavolate con gnocco fritto, salumi e bibite.
Niente "Va pensiero", nessuno slogan, molto caldo umido. Nonostante i sorrisi dei soddisfatti viaggiatori, un clima un po' dimesso, forse mai visto prima. Lo spostamento dell'approdo di una dozzina di chilometri, negli anni passati organizzato a Santa Maria Maddalena (Rovigo), non ha evidentemente portato fortuna al tradizionale viaggio sul grande fiume organizzato dal Carroccio che oggi chiuderà a Venezia la tre giorni della "Festa dei popoli padani".
Calderoli, innervosito da quanto scritto sul Carroccio in questi giorni dai giornalisti, si è limitato a rispondere con delle battute dicendo di provare "un'invidia tremenda" e di essere "invidioso da pazzi" leggendo le intercettazioni delle telefonate tra Giampaolo Tarantini e Silvio Berlusconi.
Dopo un bicchiere di vino bianco e i saluti di congedo a chi era con lui sul battello e ai pochi simpatizzanti che lo hanno accolto, il ministro, in jeans corti e camicetta della Guardia nazionale padana, ha lasciato Ro Ferrarese in auto, così come ha fatto Bricolo. Dopo di loro, anche i militanti si sono congedati.
"E' stato un bel viaggio - ha commentato un leghista che era sul barcone - peccato che qui non ci fosse nessuno".
