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ieri, oggi e domani

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19 set 2011

Bersani: l'ONU imbarazza 
il premier, grave assenza.



L'ASSENZA ALL'ONU
Per Berlusconi «è ormai più imbarazzante il tribunale dell'Onu del Tribunale di Milano»: Pier Luigi Bersani critica l'assenza del presidente del Consiglio all'assemblea generale delle Nazioni Unite in programma domani.

«Non so se il segretario del Pdl, Alfano, sa che domani - ha detto il leader Pd a margine di un incontro alla Festa dell'Unità di Bologna - si apre all'Onu un'assemblea di straordinaria importanza che discuterà, con la presenza di tutti i leader del mondo, del Medio Oriente, della Libia e della rivendicazione palestinese ad essere uno Stato. Ci saranno tutti ma l'Italia non ci sarà, perchè evidentemente per Berlusconi, ormai, è più imbarazzante il tribunale dell'Onu del Tribunale di Milano».

«Può andare avanti così l'Italia? Alfano, segretario del Pdl, si prende la responsabilità di fare andare avanti così l'Italia? Si parlerà di cose che stanno vicine alle nostre porte di casa - ha continuato il leader Pd riferendosi al summit dell'Onu - e noi non ci saremo. L'Italia non avrà voce. Chiedo: Possiamo andare avanti così? Risponda Alfano».

NON SI ARRIVA AL 2013
«Al 2013 non ci arriviamo, anche perchè tutte le volte che Berlusconi dice che ci arriva lo spread sale...». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, intervistato a Bologna dal direttore dell'Unità Claudio Sardo, ha risposto così quando gli è stato chiesto quando, secondo lui, sarebbe terminata la legislatura. «Cosa deve pensare il mondo? - ha chiesto Bersani - arrivare con questo governo al 2013 sarebbe il disastro finale».

GOVERNO DI TRANSIZIONE
Il Pd è disponibile a un governo di transizione ma è difficile che si concretizzi tale possibilità perchè all'interno del centrodestra comanda Berlusconi e, dunque, la situazione «è impantanata»: ne è convinto il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani arrivato a Bologna per partecipare a un incontro alla Festa dell'Unità. «Ci siamo sempre resi disponibili - ha spiegato il leader del Pd - a una transizione che venga interpretata dal mondo come una discontinuità, un cambiamento per arrivare rapidamente all'appuntamento elettorale con una nuova legge elettorale e con prime misure per l'emergenza. Questa è la nostra disponibilità. Noi non ci muoviamo da lì. Non mi pare francamente che queste chiacchiere dentro il centrodestra stiano portando a qualcosa di concreto e concludente.

In realtà io vedo, al di là di quello che si dice nei corridoi, che Berlusconi intende andare avanti e fino a prova contraria comanda lui nel centrodestra. Non c'è un partito - ha lamentato il capo dell'opposizione - che si ponga il problema di discutere della leadership e delle prospettive. Non c'è una coalizione che batte un colpo per dire che adesso dobbiamo cambiare. Quindi la situazione è impantanata così. È il frutto - ha concluso - di un personalismo di 15 anni che ha inchiodato il sistema perchè ha legato il partito a un padrone».

DIALOGO PROGRESSISTI E MODERATI
Il Pd auspica un dialogo tra progressisti e moderati per una ricostruzione della democrazia dopo il personalismo della fase berlusconiana e «chi si sottrae per faziosità a questa prospettiva non è all'altezza della situazione»: lo ha ribadito il segretario del Pd.

«Noi abbiamo una proposta da due anni a questa parte. Un incontro dei progressisti e dei moderati - ha spiegato il leader del Pd - per ricostruire questo Paese e lavoriamo per questo sia dal lato dei progressisti sia dal lato del colloquio con i moderati. Vedremo, tireremo le somme quando siamo sotto le elezioni. Chi si sottrae per faziosità a questa prospettiva non è all'altezza della situazione perchè non sarà un passaggio da un governo all'altro. Noi avremo davanti una sorta di legislatura costituente sia dal lato di una ricostruzione di una democrazia rappresentativa dopo il plebiscitarismo, il personalismo, il berlusconismo, e sia dal lato di un patto sociale che riprenda il tema del lavoro. E chi si sottrarrà a questo ne risponderà».