Per Maroni "la fase acuta dell'emergenza umanitaria si è conclusa" perché "l'accordo con la Tunisia sta funzionando". Eppure una nuova ondata di immigrati potrebbe a breve arrivare nel nostro Paese dalla Libia. Questa possibilità è emersa nel corso dell'audizione al Copasi di Giorgio Piccirillo, direttore dell'Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi).
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera i Servizi hanno messo in guardia sulla nuova arma che Gheddafi potrebbe utilizzare per tenere l'Italia sotto scacco: gli immigrati appunto, un flusso di 15mila persone provenienti dal Corno d'Africa, dal Ciad e dall'Africa subsahariana, finora detenute nei cosiddetti centri-lager e pronte a riversarsi sulla penisola.
Intanto mentre Maroni rassicura e i Servizi aprono a nuovi scenari, il Viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli non smentisce una sola parola su quanto dichiarato nei giorni scorsi a proposito degli immigrati. Due giorni fa, infatti, aveva detto che "non possiamo ancora sparare". Il leghista ha rincarato la dose: "Stanno distruggendo navi, devastando centri di accoglienza, bisogna fermarli prima che sia troppo tardi".