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ieri, oggi e domani

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27 apr 2011

Nucleare, Berlusconi spiega il trucco.



Dunque è tutto vero, per chi avesse avuto qualche dubbio: l'emendamento proposto dal governo italiano al decreto legge omnibus dal titolo " Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari” è soltanto un trucchetto per aggirare il referendum del 12 e 13 giugno.

Lo ha spiegato senza batter ciglio il presidente del Consiglio in persona, alla conferenza stampa seguita al vertice italo-francese che aveva sul tavolo parecchie questioni, dai bombardamenti sulla Libia, all'immigrazione, alla Opa di Lactalis su Parmalat.
Alla domanda di un giornalista sullo stop alle centrali, Berlusconi è andato dritto come un treno: "Vorrei chiarire - ha spiegato - il nostro intervento: noi siamo assolutamente convinti che il nucleare sia il futuro. Ma dopo l'accanimento (?) di Fukushima, e secondo i sondaggi che siamo soliti fare, l'opinione pubblica non era più serena. Se fossimo andati al referendum sarebbe stato precluso un futuro di sviluppo nucleare". Più chiaro di così.

Il presidente del Consiglio ha aggiunto che "il nucleare è un futuro ineluttabile. Non si può pensare che le energie rinnovabili possano servire la richiesta di energia di tutto il mondo". Insomma, l'idea è di sfruttare l'energia nucleare anche per vendere all'estero, come fa la Francia. D'altronde secondo Berlusconi - che ha ricordato più di una volta durante la conferenza stampa la sua "storia da imprenditore" - un'Italia "all'avanguardia sul nucleare, tanto che la potenza dell'atomo è stata scoperta da un italiano" è stata bloccata "dall'ecologismo di sinistra".

E la sicurezza? Tutte fandonie. "Il nucleare è sicurissimo - ha assicurato il premier italiano - Mi risulta che in Francia quando bisogna costruire una nuova centrale le comunità entrano in competizione per accaparrarsela, perché significa sviluppo e posti di lavoro". Sarkozy al suo fianco annuisce, e si cala nei panni del venditore che ha già indossato in Giappone subito dopo la tragedia: "Le nostre centrali sono sicurissime. Se abbiamo eprso qualche appalto è proprio perché costano più delle altre per i loro altissimi livelli di sicurezza. A giugno - ha ricordato Sarkò - in Francia si svolgerà un vertice mondiale delle Agenzia per la sicurezza nucleare proprio con l'obiettivo di alzare gli standard". Poi la profferta: "Se l'Italia deciderà di cambiare idea, sappia che nella Francia troverà un partner accogliente".