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ieri, oggi e domani

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14 lug 2011

Casta e privilegi.




Manovra, nel Pdl la grana della casta-avvocati

. I legali eletti in Parlamento: 
«Voteremo no alla fiducia se si abolisce l’ordine degli avvocati e dei notai. No anche all’incompatibilità tra sindaci e parlamentari»
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Incuranti di quanto sta accadendo nel Paese,
 con l’opposizione che deve fare un gesto responsabilità per evitare che il Paese sprofondi
 nel baratro di una crisi finanziaria che ha investito la Borsa e i titoli di Stato, avvocati e nobtai eletti tra le fila del Pdl, minacciano di non
 votare la manovra se gli si abolisce l’ordine di
appartenenza e non solo.
Nel Pdl, infatti, è stata addirittura effettuata una raccolta delle firme per protestare (al momento sarebbero circa un’ottantina). «Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, noi il testo - assicura un avvocato del Pdl - non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti». 
Ma c’è di più. Nel mirino della casta finisce la norma che renderebbe incompatibile l’incarico di parlamentare con quello di sindaco o di presidente di provincia. Solo alla Camera gli interessati sarebbero 15 (9 presidenti di provincia e 6 sindaci).
«Esprimiamo una forte preoccupazione per il contenuto della manovra finanziaria che tratta della liberalizzazione delle professioni, in quanto l’eventuale attuazione comporterebbe automaticamente la distruzione del sistema di cassa degli ordini - affermano in una nota congiunta gli onorevoli Mancuso, Marsiglio, Rampelli, Ghiglia e Barani del Pdl -. Al di là del disagio che questo comporterebbe, si avrebbero effetti negativi immediati perché verrebbe a saltare il meccanismo fondamentale di alimentazione delle casse degli ordini e ci troveremmo ad avere 1,6 milioni di professionisti costretti a bussare alle casse dello Stato».
Nella maggioranza si butta subito acqua sul fuoco. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa annuncia: «Da avvocato ritengo che sia una norma che merita un approfondimento ulteriore. Non mi sembra materia da inserire in un decreto. Ritengo che la protesta degli avvocati non sia affatto irragionevole». Il capogruppo del Pdl, Maurizio Gasparri aggiunge poi che il tema dell’abolizione degli ordini professionali che sta agitando la maggioranza in Senato «non sussiste». «La formulazione del tema è già superata. Molti reagiscono a un testo che non c’è. Comunque ne stiamo parlando», conclude.


Sibilino Antonio Di Pietro (Idv): «È la difesa della corporazione che antepone i propri interessi a quelli dei cittadini. Noi dell’Idv, invece abbiamo presentato un emendamento al riguardo che interessa sempre l’avvocatura. Pensiamo infatti che sia necessario dare la possibilità anche ai giovani avvocati di far carriera e di potersi misurare senza dover necessariamente passare attraverso l’imbuto di studi legali blasonati, che diventano importanti solo per le parcelle esose che fanno, piuttosto che per la loro abilità e bravura nel seguire i propri clienti».