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ieri, oggi e domani

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1 dic 2011

Monti scopre le carte. Lunedì 5 manovra in Cdm. Il premier all'Ue: «Sento fiducia».





La ricetta per affrontare la crisi è la velocità, azione immediata per scongiurare guai seri per tutto il Paese. Lo ha detto il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, nel corso dell'Ecofin, la riunione dei ministri dell'economia e delle finanze dell'Ue a Bruxelles.



LUNEDÌ 5 MANOVRA IN CONSIGLIO.
Il premier ha confermato il calendario dei provvedimenti: «Lunedì 5 dicembre arriva la manovra in Consiglio dei ministri».
I provvedimenti saranno orientati a «rigore, crescita ed equità».
Sui tempi però nessuna polemica, anzi: «È un record di velocità non di lentezza, non è che se uno si taglia i capelli vuol dire che è in ritardo...», ha detto il premier scherzando sul suo taglio di capelli immortalato domenica sulla stampa.


URGENZA O CONSEGUENZE GRAVI PER TUTTI.
L'appello, dal tono quasi minaccioso, è rivolto «al senso di urgenza e responsabilità» per arrivare rapidamente anche al varo degli interventi sulle pensioni. E l'avviso: se l'Italia non riuscisse a fare ciò che deve «le conseguenze sarebbero molto gravi per tutti».
Il governo intende introdurre già nei provvedimenti di lunedì «riforme strutturali», con l'obiettivo della «riduzione del disavanzo pubblico già nel breve termine», in modo da essere sicuri anche in caso di peggioramento del ciclo sia assicurato l'obiettivo del pareggio bilancio.


SNODO 8-9 DICEMBRE FONDAMENTALE.
E a proposito di scadenze «lo snodo dell'8-9 dicembre è fondamentale. Ciò che viene deciso o non deciso avrà il verdetto dei mercati. Mercati che non ho mai demonizzato anche se non vanno presi come divinità. Rappresentano la percezione collettiva su quello che fanno i singoli Paesi».


UNA VASTA OPERAZIONE DI POLITICA ECONOMICA.
Ma di cosa si tratta? Monti ha confessato di aver dato durante gli incontri europei «un grado di dettagli inferiore a quelli dati in Italia nelle presentazioni in parlamento».
 Sul piatto c'è comunque una «vasta operazione di politica economica».
 Avanti tutta senza badare al contorno politico-elettorale: «I sondaggi cercherò di seguirli il il meno possibile, altrimenti mi farei illusioni non durature», ha detto il presidente del Consiglio a proposito dell'ampio risultato raggiunto con il voto sulla fiducia. 
Di sicuro il governo è stato chiamato per «fare cose che le ritualità tradizionali forse non hanno consentito di fare», è stato il riferimento al ruolo del parlamento e delle parti sociali. «Ci sono tradizioni e modalità consolidate», ha proseguito Monti, «ma forze sociali e parlamento, gli istituti rappresentativi, sanno che dietro di loro ci sono i cittadini, quelli che sembrano apprezzare questo lavoro condotto in spirito di servizio».

Sul tavolo casa, pensioni e rincaro dell'Iva.
Dunque rapidità, in primis: ad assicurare l'ok del parlamento in 20 giorni è stato il presidente del Senato, Renato Schifani. L'obiettivo è quello di garantire il pareggio di bilancio nel 2013 ma anche rilanciare l'economia.
 Per la Confindustria la manovra «è necessaria» ed è «importante che ci siano anche misure che aiutino la crescita, perché il Paese è in recessione», ha detto il presidente Emma Marcegaglia. Senza paletti, nemmeno sulle pensioni, dove nulla è intoccabile.


IN PRIMO PIANO SEMPRE CASA E PENSIONI.
Il governo sta limando i provvedimenti. In primo piano sempre casa e pensioni. Sulla fiscalità immobiliare si è ipotizzato un ritorno dell'Ici, ma che potrebbe essere progressiva, in qualche modo agganciata al reddito o al numero degli immobili. E comunque coordinata con la nuova Imu.
 Sulle rendite catastali la via più rapida sembrerebbe quella di una rivalutazione secca del 15%.


RINCARO DELL'IVA DI 1-2 PUNTI.
Sempre in materia di tasse, possibile il rincaro di 1-2 punti per le aliquote Iva del 21% (che passerebbe al 23%) e anche del 10% (all'11%).
Occorre verificare se questo spostamento del peso delle tasse sulle cose potrà vedere da subito anche un principio di alleggerimento dell'imposizione sui redditi da lavoro e sulle imprese.
 Per le pensioni si configura una stretta importante, dal blocco della perequazione automatica all'aumento degli anni di contributi (oltre i 40), dal contributivo pro-rata per tutti all'anticipo al 2012 della riforma che aggancia l'età pensionabile alle aspettative di vita. L'obiettivo è garantire la tenuta dei conti pubblici non solo nel medio-lungo periodo ma anche nel breve.
 Sulla questione si è registrata la levata di scudi da parte dei sindacati. Per Susanna Camusso della Cgil «40 è un numero magico intoccabile».

«L'Europa può fare errori e se lo farà lo faremo presente».
Monti ha poi volto lo sguardo al continente: «Agiremo per vedere l'Italia in modo più possibile incisivo nel dibattito in sede Ue».
 «È importante per l'Italia e stare accanto a Germania e Francia, essendo la terza economia nella zona euro, ma lo vogliamo fare mantenendo il più fecondo rapporto possibile con l'Ue, con il metodo comunitario».
 L'Europa ha un ruolo da controllore, ma può anche essere controllata: «L'Europa può fare errori e se lo farà lo faremo presente. Deve curare gli interessi di lungo periodo dei singoli stati membri», ha spiegato Monti.
Basta non esagerare con il tiro al bersaglio: «L'Europa non ha bisogno di essere imbrattata da politici nazionali che trovano comodo addossare all'Ue le responsabilità di altri».
 Di certo l'ipotesi di un aiuto dell'Fmi «non è mai stato preso in considerazione», ha assicurato il premier, aggiungendo che «sul ruolo di una Banca centrale europea prestatore di ultima istanza non si è assolutamente parlato».


PERCEPITA RINNOVATA CREDIBILITÀ NEL GOVERNO.
Spazio anche per un pizzico di orgoglio: «Mi è un po' imbarazzante dirlo», ma durante i lavori dell'Ecofin i partner europei «si sono soffermati soprattutto su quella che hanno percepito come una rinnovata e forte credibilità del governo italiano; e anche molto su quello che hanno colto come una straordinaria ampiezza del voto di fiducia delle Camere», ha confessato Monti.


RISPETTO IMPEGNI UE NELL'INTERESSE DEGLI ITALIANI.
«Agli italiani dirò sempre che ciò che facciamo per gli impegni con l'Europa lo facciamo perché è nell'interesse nazionale, nell'interesse dei giovani, degli italiani che non sono ancora nati», è stato il messaggio al Paese. 
Durante gli incontri europei Monti ha ribadito «uno 'zero' molto importante, non facile da raggiungere, ma che sarà conseguito», cioè il pareggio di bilancio nel 2013.


SIX PACK GIÀ FORTE.
In merito alla nuova rinforzata governance economica comune per imporre maggior rigore sui bilanci statali, il cosiddetto six pack, Monti ha aggiunto: «Dobbiamo evidenziare gli elementi positivi del six pack per evitare di dare al mercato l'impressione di un nuovo processo di rafforzamento perché il rafforzamento c'é già».


L'ECO DI STRASBURGO.
Le parole di Monti sono legate alle sue dichiarazioni dello scorso 24 novembre al vertice di Strasburgo con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, dove il premier aveva ribadito che «solo attraverso l'unione fiscale fra i Paesi ci sarà un contributo dagli stability bond». Posizione non condivisa dalla cancelliera tedesca.


REHN VUOLE PIÙ GOVERNANCE.
Alcuni Paesi hanno espresso invece perplessità riguardo agli Eurbond durante la discussione. E in precedenza, il commissario agli Affari economici Ue Olli Rehn ha rivelato che «siamo entrati nei 10 giorni critici per l'euro», precisando che «gli Eurobond sono possibili soltanto quando avremo una governance più forte».