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ieri, oggi e domani

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2 dic 2011

Il Carroccio a Vicenza e il teatrino del «parlamento padano»: ora il Pdl è nel suo mirino.





Il Carroccio ha la testa (!) a Vicenza. Il territorio è centrale nella nuova politica di opposizione dei leghisti e proprio per questo nel partito c'é fastidio e preoccupazione per l'attivismo del governo Monti nei rapporti con gli enti locali.



Non è piaciuta la decisione del premier di fissare l'incontro con le Regioni per domenica 4 novembre, in concomitanza con la riapertura del «parlamento padano» a Vicenza. «È un atto di grave insensibilità istituzionale», spiegano i governatori leghisti di Piemonte e Veneto, Roberto Cota e Luca Zaia, che dicono di aver dato «totale disponibilità di date e orari tranne che per la mattina e il primo pomeriggio di domenica». «Monti inizia male», gli fa eco il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni.
In ogni caso, la Lega sembra aver scelto il motto di Mussolini del «Tanti nemici, tanto onore».

Così il Carroccio va all'attacco di Monti ma anche degli ex alleati del Pdl, colpevoli di appoggiare l'esecutivo del professore. Addirittura nel partito è iniziata una corsa a mollare Berlusconi per riconquistare la base.
Non è difficile immaginare che a Vicenza gli attacchi al Cavaliere saranno forti e numerosi. Da qui l'imbarazzo dell'incontro di oggi venerdì 2 novembre tra Bossi e Berlusconi.
Quello tra i due vecchi leader sarebbe l'ennesimo «vertice riparatore» all'interno di una alleanza particolarmente tormentata nell'ultimo anno.

E stavolta l'Asse del Nord sembra davvero vicino alla rottura. Così l'eventualità che il Cavaliere e il senatur non si incontrino viene letta come il preludio a una battaglia politica tra ex alleati sul territorio, dove i lumbard puntano a erodere consenso elettorale al Popolo della Libertà.


I leghisti avrebbero già messo appunto una strategia ben definita: creare delle liste locali di appoggio nelle quali far confluire quegli elettori «scontenti del Pdl» non ancora pronti ad appoggiare in forma diretta la Lega.

A Vicenza ci si attende la svolta. Bossi dovrebbe indicare il nuovo percorso di opposizione: probabile che, come spesso ha fatto nei momenti difficili, la Lega decida di ricorrere alla retorica della secessione e della Padania libera.